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LG colpisce ancora: OLED evo G3 55 alla prova dei fatti strappa un giudizio ottimo

LG colpisce ancora: OLED evo G3 55 alla prova dei fatti strappa un giudizio ottimo

LG anche quest'anno estrae il coniglio da cilindro e stupisce con un aumento del 70% della luminanza con il suo OLED evo G3. Lo fa mantenendo un ottimo equilibrio. LG OLED evo G3 55 pollici è un televisore in grado di soddisfare sia i palati più fini in termini di massima fedeltà, sia di appagare chi invece è meno interessato alla precisione, ma cerca un'esperienza di visione coinvolgente e ottimizzata in modo automatico in base alle condizioni di visualizzazione

di , Roberto Colombo pubblicato il nel canale Audio Video
LGOLED4KHDRTV 4K HDR
 

Parlare di TV OLED è da tempo parlare di LG. Negli ultimi due anni si sono affacciate nuove tecnologie (come i pannelli QD-OLED della concorrente Samsung), ma la gran parte del mercato dei TV OLED è fatta dai pannelli W-OLED di LG Display. Come è facile immaginare è proprio in casa che il produttore coreano gioca le sue migliori carte e LG Electronics ci ha abituato in questi anni a riuscire a spremere sempre del buon succo dai suoi pannelli. I miglioramenti in questi anni sono stati costanti, ma all'inizio del 2023 LG ha stupito tutti con la presentazione della sua nuova serie OLED evo G3, caratterizzata da un aumento del picco di luminanza pari al 70% rispetto ai pannelli OLED tradizionali.

LG OLED evo G3 55 pollici

Arriviamo quindi al televisore quest’oggi in test, ovvero LG OLED evo G3 nel taglio da 55 pollici che rappresenta il compromesso, per dimensioni, prezzo e prestazioni, più interessante nel catalogo che il produttore coreano ha approntato per il 2023.

Si tratta del diretto successore di LG OLED EVO G2 che avevamo potuto recensire lo scorso anno, del quale di fatto mantiene l’impostazione estetica e costruttiva, introducendo però diverse interessanti novità sotto la scocca che, lo vedremo nel dettaglio oltre, migliorano significativamente un televisore già pienamente convincente e dalle prestazioni di primo piano.

Il sistema di aggancio di One Wall Design

All’interno del catalogo LG la serie G rappresenta la proposta per gli utenti appassionati ed esigenti, offrendo loro tutte le tecnologie d’avanguardia unitamente ad un design estremamente minimalista e ad un’impostazione progettuale, sotto il nome di One Wall Design, che concepisce il televisore come un elemento d’arredo e, per questo, da allestire con un’installazione a parete. E’ per questo che le linee di LG OLED evo G3, come il suo diretto predecessore, sono semplici, pulite ed essenziali con il duplice scopo di consentire al televisore di inserirsi elegantemente e con discrezione in qualsiasi ambiente e di mettere in risalto i contenuti in visione.

Questo è possibile grazie a un televisore dallo spessore molto sottile di 2,7 centimetri e alla particolare lavorazione per così dire "scavata" del pannello posteriore, che consente così di assorbire l'ingombro della staffa da muro e il passaggio dei cavi di collegamento in maniera tale da realizzare un'installazione a filo con la parete. LG OLED evo G3 nel taglio ha 55 pollici ha una larghezza di 122 centimetri e un'altezza di 70 centimetri, con un peso di 17,8 chilogrammi. Per coloro i quali dovessero preferire un'installazione in appoggio, LG mette a disposizione, separatamente, anche il supporto da tavolo che ha uno sviluppo in profondità di una ventina di centimetri e un peso di circa 5 chilogrammi.

Per quanto riguarda le connessioni, il televisore è provvisto di quattro ingressi HDMI, tutti con supporto VRR, ALLM e QMS, per segnali 4K fino a 120Hz e, per quanto riguarda la porta HDMI 2, anche con eARC.

Ci sono poi 3 porte USB 2.0, un connettore RJ45, due coassiali per antenna, un'uscita audio SPDIF e lo slot per schede CAM. Sul fronte wireless troviamo WiFi 6 e Bluetooth 5.0.

Ben collaudato e conosciuto è il telecomando in dotazione, di fatto dello stesso tipo che LG utilizza per gli altri televisori a catalogo, con integrato il puntatore a sensore di movimento. Si tratta di un telecomando essenziale, con il minimo indispensabile per governare il televisore, e caratterizzato anche da una discreta robustezza. Forse le linee iniziano ad essere un po' poco armonizzate con l'eleganza del televisore, e in questo senso sarebbe preferibile un telecomando che meglio si accorda con l'impostazione stilistica della serie G3.

LG OLED evo G3, tra pannello Micro Lens Array e processore Alpha 9 di sesta generazione

Se, come dicevamo, non sono presenti stravolgimenti significativi all’estetica del televisore, diverso è il discorso per quanto accade sotto la scocca e a livello della struttura del nuovo pannello OLED che introduce la tecnologia MLA, acronimo ad indicare Micro Lens Array. Un nome, di fatto, autoesplicativo: il nuovo pannello OLED è infatti caratterizzato dalla presenza di un reticolo di microlenti collocato tra lo strato dei pixel organici autoilluminanti e il vetro frontale del pannello. Lo scopo è quello di innalzare l’efficienza luminosa dei televisori convogliando le dispersioni e riflessioni interne verso il punto di visione. In altre parole si “spreca” meno luce emessa dai pixel, ottimizzando quindi la resa energetica. Di quanto? LG dichiara un incremento di luminanza fino al 70% per i modelli da 55, 65 e 77 pollici (a tal proposito è bene sottolineare che sul taglio da 83 pollici non è presente la tecnologia MLA) rispetto a tecnologie OLED "convenzionali". I numeri in valore assoluto li vedremo, dati alla mano, con le prove strumentali, anche se abbiamo già potuto proporvi un primo assaggio qualche settimana fa in occasione di una prova “veloce” organizzata da LG (in quel caso avevamo avuto a disposizione il modello da 65 pollici).

A contribuire all’incremento della luminanza ci sono anche altri fattori a partire dalla tecnologia Brightness Booster che, tramite il processore d’immagine Alpha 9 Gen6 4K AI (responsabile anche di un’altra serie di innovazioni di cui parleremo più avanti), analizza ogni scena per determinare come, quando e di quanto aumentare la potenza del pannello per spingere la luminanza a vantaggio della gamma dinamica della scena. Specifica per la serie G3 vi è poi una speciale copertura antiriflesso (Super Anti Reflecting) che permette di attenuare sensibilmente i riflessi quando il televisore viene impiegato in un ambiente non oscurato, migliorando in questo modo il contrasto percepito e la leggibilità dei toni più scuri di un’immagine.

Fino ad ora abbiamo parlato delle innovazioni limitate alla “forza bruta” di questa nuova generazione di TV OLED di LG, intendendo con ciò le novità capaci di consentire al televisore il raggiungimento di picchi di luminanza elevata. Quest'ultima va ovviamente a vantaggio della gamma dinamica che il televisore è in grado di esprimere e che, in questa generazione, viene gestita tramite il già citato processore Alpha 9 Gen6 4K AI con la nuova funzionalita Dynamic Tone Mapping Pro dedicata ai contenuti HDR con formato HDR10 e HLG.

Questa funzionalità, che si avvale inoltre di tecniche AI, si occupa di dividere la scena in ben 20 mila zone per analizzarle e rilevare la tipologia di scena e di conseguenza scegliere il profilo di tone mapping più adatto. E’ un processo che viene eseguito in tempo reale per ogni scena di un contenuto, assicurando così la miglior gamma dinamica per ciascuna scena riprodotta. Si tratta di una funzionalità già presente nelle generazioni precedenti, ma che era capace di lavorare su un numero molto più limitato di zone: poco più di 5000 con il processore Alpha 9 Gen5 e poco meno di 600 zone sugli Alpha 9 Gen4.

La gestione “fine” della gamma dinamica non finisce qui: oltre alle tecniche di tone mapping dinamico appena descritte, la nuova generazione di televisori LG OLED evo è caratterizzata dalla presenza della funzione HDR Expression Enhancer, sempre a base AI, e che ha lo scopo di analizzare la scena per determinarne la profondità spaziale, così da applicare agli oggetti in primo piano o agli elementi in risalto una mappatura dei toni specifica che contribuisca ad incrementare l’effetto di tridimensionalità a vantaggio di una maggior immersività nella scena.

E l’AI è presente anche per le funzionalità di upscaling dei contenuti, qui con il nome di AI Super Upscaling: in questo caso le reti neurali consentono di riconoscere la tipologia dei contenuti a video (risoluzione, compressione, segnale) e di andare a migliorare la qualità d’immagine portandola alla risoluzione nativa del pannello, agendo in maniera specifica. Se ad esempio il contenuto originale presenta un’immagine caratterizzata da grana, il motore di upscaling cercherè di preservarla così da mantenere l’aspetto quanto più possibile vicino a quello originale. Si tratta, in un certo senso, di una capacità di riconoscimento ed elaborazione sensibile al contesto, così da evitare “smussature” eccessive o, al contrario, esagerare con l’aumento di nitidezza.

A fronte di queste possibilità di regolazione, accanto a quelle tradizionali di luminosità, contrasto, saturazione, “TruMotion” e via discorrendo, l’utente potrebbe restare disorientato e non capire come impostare al meglio il televisore o avere difficoltà a trovare la messa a punto più adatta per il proprio gusto. Non parliamo degli utenti esigenti e appassionati di alta fedeltà: per loro c’è la modalità Filmmaker che porta sullo schermo l’immagine rispettosa dell’intento creativo degli autori, disattivando qualsivoglia tipo di ottimizzazione. Ci riferiamo invece di coloro i quali preferiscono personalizzare un po’ l’immagine, appagando il gusto personale. Per venire incontro a loro LG ha introdotto in questa nuova generazione di televisori la modalità Picture Wizard, che altro non è che una procedura passo-passo durante la quale il televisore mostrerà all’utente un insieme di immagini, chiedendo quale, secondo l'utente, è "di migliore qualità". Non c'è una risposta giusta o sbagliata, l'utente indicherà semplicemente quali immagini ritiene appaganti seguendo il proprio gusto. Iterando il processo, il televisore può compiere una sintesi e regolare di conseguenza tutti i parametri necessari per restituire una scena la più vicina possibile alle preferenze espresse: viene mostrato il confronto "prima" e "dopo", così da poter avere un riscontro diretto delle modifiche apportate con la possibilità, eventualmente, di tornare sui propri passi.

LG OLED evo G3: AI al servizio dell'audio

Abbiamo fin qui parlato delle caratteristiche video, ma il processore Alpha 9 Gen6 offre alcune interessanti funzionalità anche per il versante audio, con pure grande coinvolgimento delle tecniche AI. Dal punto di vista "fisico" il televisore è equipaggiato con un sistema di diffusori audio 4.2 canali da 60W complessivi con emissione downfiring. C'è lo standard Dolby Atmos e sul fronte dei codec supportati vi sono invece AC4, AC3 (Dolby Digital), EAC3, HE-AAC, AAC, MP2, MP3, PCM, WMA e apt-X.

Dicevamo delle funzionalità di elaborazione dell'audio: come il segnale video ha il suo algoritmo di upscaling, anche il segnale audio può essere sottoposto ad un processo di upmix così da ricreare, ovviamente in maniera virtuale, una scena sonora da 9.1.2 canali (lo scorso anno il processore di quinta generazione poteva arrivare "solo" a 7.1.2 canali). Ci sono poi AI Clear Sound e Auto Balance Control: la prima che analizza le caratteristiche acustiche dell'ambiente in cui è inserito il televisore per creare il profilo più adatto anche in base al tipo di contenuto che viene riprodotto, mentre la seconda va a equalizzare in maniera automatica le diverse frequenze per compensare il modo in cui l'orecchio umano le percepisce. Si tratta, com'è facile immaginare, di qualcosa che può procurare ribrezzo al purista dell'ascolto, ma che torna utile in particolare in contesti in cui l'abbassamento del volume generale di ascolto si "porta via" qualche dettaglio della scena sonora: chi si trova in un contesto condominiale conosce bene il problema quando si rende necessario, ad esempio nelle ore notturne, moderare il volume del televisore per il rispetto dei buoni rapporti di vicinato. 

Ci sono poi una serie di tecnologie che permettono di coordinare in maniera accurata l'emissione acustica quando al televisore viene abbinata una soundbar LG: WOW Synergy mostra direttamente nell'interfaccia del televisore le regolazioni della soundbar, mentre WOW Orchestra è un meccanismo che, è il caso di dire, "concerta" la diffusione audio tra soundbar e speaker integrati allo scopo di ricreare una scena sonora più ricca, profonda, tridimensionale e coinvolgente.

LG OLED evo G3, webOS si rinnova: semplificazione è la parola d'ordine

Un'importante novità della gamma di TV LG per il 2023 è rappresentata dall'aggiornamento del sistema operativo WebOS, che qui giunge alla versione 23 ed è oggetto di una significativa semplificazione volta a rendere più immediata ed agevole l'interazione con l'utente. La semplificazione prende il via anzitutto dall'eliminazione della necessità di effettuare lunghi scorrimenti verticali: costituita da appena due schermate, l'interfaccia risulta interamente consultabile semplicemente con una sola azione di scrolling.

La prima schermata mostra una grande area in cui verranno visualizzati i suggerimenti di contenuti, elaborati sulla base delle nostre abitudini di visione. Subito al di sotto di essa si trova una fascia contenente le "Quick Cards", un'altra novità di questa edizione di WebOS di cui parleremo meglio poco oltre, mentre più in basso sono collocate le icone di tutte le app installate sul televisore, consultabili tramite scrolling orizzontale. La seconda schermata propone invece le miniature in anteprima di spettacoli e contenuti presenti nei vari servizi di streaming, indicando in particolare i contenuti al momento di tendenza: diciamo che chi ha già le idee chiare sui contenuti che vuole vedere probabilmente non si troverà mai ad esplorare questa schermata.

Abbiamo citato le Quick Cards: si tratta di un modo per organizzare più efficacemente le app raggruppandole per specifici ambiti di impiego. WebOS propone le Quick Cards "Home Office", "Videogame", "Musica", "Home Hub" e "Sport": al loro interno si trovano le applicazioni legate al tema specifico della scheda, quindi Home Office conterrà ad esempio le app di produttività di Google e le funzioni per connettersi ad un PC, mentre invece Musica raccoglie applicazioni come Spotify, Deezer e via discorrendo. L'organizzazione tematica permette di mantenere un'interfaccia più ordinata e funzionale, e l'utente può anche scegliere quali Quick Card mostrare nella schermata principale e quali invece nascondere. Quello che però a nostro avviso manca è la personalizzazione, dal momento che l'utente non ha modo di creare Quick Card personali (dove magari far convergere app differenti per scopo, ma vicine alle abitudini di lavoro o svago) e non può nemmeno scegliere quali applicazioni inserire o rimuovere dalle Quick Cards standard. Insomma, l'idea di base è buona, ma sicuramente migliorabile.

La mancanza di personalizzazione delle Quick Cards ci ha invero sorpreso poiché, al contrario, il menu di accesso rapido (anch'esso leggermente rivisto con lo scopo di offrire un "colpo d'occhio" più esaustivo) è molto ben personalizzabile dall'utente, che può di fatto costruirsi un menu su misura andando ad inserire quelle voci e regolazioni usate più spesso, così da evitare di perdere tempo e pazienza nella ricerca di un parametro specifico all'interno delle impostazioni del televisore.

Naturalmente, continuando nel solco tracciato dalle serie degli anni precedenti, non manca un ricco bouquet di funzioni dedicate ai videogiocatori, con Game Dashboard e Optimizer a rendere la vita più facile a chi vuole ottimizzare la resa del televisore durante le sessioni di gioco, senza lasciare la schermata e l'azione. Il supporto G-Sync evita fenomeni di tearing e stuttering e in più gli utenti trovano a bordo GeForce Now, per giocare in streaming ai titoli più recenti senza la necessità di avere un PC o una console. A tal proposito la prova di input lag ci consente di riscontrare una prestazione di sicuro interesse per i videogiocatori: con le ottimizzazioni spinte al massimo è possibile scendere fino a 9,5ms (rilevati al centro dello schermo) a 60Hz.

LG OLED EVO G3 alla prova strumentale: la perfezione può esistere

Passiamo pertanto ad osservare da vicino la resa di questo pannello OLED di nuova generazione, analizzandolo come di consueto impiegando la suite Calman di Portrait Displays in abbinamento al colorimetro X-Rite i1 Display e allo spettrofotometro X-Rite i1 Pro. L'analisi è condotta sui profili Filmmaker, sia per la riproduzione SDR sia per quella HDR, ma vedremo oltre anche alcuni confronti con gli altri profili in particolare per quanto riguarda il picco di massima luminanza raggiungibile in HDR.

Bilanciamento RGB

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker SDR

Curva di Gamma SDR

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker SDR
. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: ∞: 1

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker SDR
. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 98.24% 100.30%
. DCI P3 D65 73.93% 73.94%
. Adobe RGB 74.21% 74.35%
. BT.2020 53.05% 53.05%

DeltaE - Macbeth Color Checker

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker SDR

Le misure effettuate al profilo Filmmaker in modalità SDR prendono il via dal comportamento registrato con la generazione precedente, alzando però l'asticella della qualità con un miglioramento complessivo su tutti i parametri indagati. Abbiamo riscontrato una buona coerenza con le misure effettuate in occasione del primo contatto con l'esemplare da 65 pollici, di cui vi abbiamo proposto i risultati in questa news. Nel complesso si nota un ottimo equilibrio, con una valida neutralità della scala di grigi, una corretta progressione tonale e una convincente ampiezza del dominio cromatico. Le piccolissime discrepanze rispetto al riferimento possono essere risolte con un piccolo lavoro di calibrazione, ma a fronte di un DeltaE medio inferiore a 1 ci chiediamo se sia davvero necessario se non per soddisfare un desiderio puramente psicologico.

Bilanciamento RGB

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker HDR

Curva di Gamma HDR

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker HDR
. Luminanza misurata
. Gamma SMPTE2084 HDR
Rapporto di contrasto: ∞: 1

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker HDR
. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 99.82% 132.50%
. DCI P3 D65 96.85% 97.67%
. Adobe RGB 88.90% 98.22%
. BT.2020 70.07% 70.07%

DeltaE - Macbeth Color Checker

LG OLED EVO 55G3 - Filmmaker HDR

E anche sul versante HDR si riscontra un comportamento del tutto omologo, al quale va aggiunta la sottolineatura della prestazione ragguardevole per quanto concerne il picco di luminanza che passa in scioltezza le 1200 candele su metro quadro, anzi si pone non lontano dalle 1300 candele. Una prestazione possibile grazie alla sinergia degli accorgimenti tecnici che LG ha sfruttato per questo televisore, in particolar modo con la struttura MLA e l'uso del dissipatore di calore. Anche qui troviamo qualche leggerissima divagazione rispetto ai riferimenti "formali", ma vale il discorso fatto in precedenza: un DeltaE medio così basso scaccia qualsiasi esigenza di calibrazione. Il confronto con il diretto predecessore parla di un incremento di luminanza del 36% in più a parità di condizioni di test: LG G2 55 aveva fatto registrare 950 candele su metro quadro con lo stesso profilo Filmmaker Mode.

L'efficacia dell'impiego del dissipatore di calore viene ulteriormente indagata con la prova di "endurance", ovvero mandando in riproduzione un segnale bianco puro con area pari al 10% della superficie dello schermo, continuativamente per 5 minuti. Al solito, non si tratta di uno scenario reale o facilmente riscontrabile nella realtà, ma semplicemente di un test di laboratorio che ci permette di prendere atto dei meccanismi di attenuazione volti a proteggere il televisore.

Il dissipatore gestisce molto bene le temperature per i primi due minuti, con anzi un progressivo incremento della luminanza massima emessa. Ciò significa che in condizioni normali il televisore non opera già immediatamente "al massimo" delle sue capacità, lasciandosi il corretto spazio di manovra per poter sostenere elevate luminanze per periodi di tempo relativamente lunghi. Dopo due minuti si rende però necessario alzare il piede dall'acceleratore, ed ecco che il sistema di protezione dello schermo si occupa di andare ad abbassare progressivamente la tensione erogata e di conseguenza la luminanza emessa. Dopo i cinque minuti del nostro test il livello di luminanza si colloca a meno della metà del livello iniziale, mantenendosi su valori che attualmente rappresentano il picco massimo raggiungibile con altre tecnologie display meno pregiate.

Abbiamo proseguito con la verifica dell'intensità della luminanza in relazione all'area del campione misurato, a partire da un piccolo rettangolo pari all'1% della superficie dello schermo per salire fino allo schermo completamente acceso. Fino ad un'area del 10% la prestazione è identica, da questo punto in poi più è estesa l'area di bianco, maggiore è l'attenuazione della luminanza. In questo caso a pieno schermo abbiamo registrato un'emissione di 200 candele su metro quadro che è comunque un valore adeguato, anche se nella visione di contenuti in cui vi sia un repentino avvicendamento di scene "medie" con scene molto luminose o con ampie aree bianche, è possibile percepire in maniera abbastanza chiara l'effetto di attenuazione. E' un comportamento comune a tutti i pannelli OLED, l'aspetto interessante è verificare quanto l'attenuazione influisca sulla visione.

Entrambi i test precedenti sono stati effettuati sempre utilizzando il profilo Filmmaker, che però non è quello con il quale il televisore "apre tutto" mostrando ciò di cui è davvero capace. Qui sopra trovate il picco di luminanza massimo, su area all'1%, di tutti i profili d'immagine presenti: il profilo "Vivace" mantiene fede al suo nome andando ad esprimere un valore di luminanza che supera le 1700 candele (con LG G2 dello scorso anno il picco registrato fu di 1260 candele). La ricchezza della gamma dinamica è straordinaria con un picco di questa levatura, ma il rovescio della medaglia con tale profilo è quello di avere un'immagine che esagera sotto tutti gli altri aspetti, con saturazioni un po' eccessive, l'immancabile dominante fredda, e interventi un po' invadenti per quanto riguarda contrasto dinamico e nitidezza. Insomma, si tratta del profilo "da sparo", quello pensato per impressionare gli spettatori meno avvezzi. Siamo del parere che il troppo stroppia, però a qualcuno piace.

Quanto agli algoritmi AI di ottimizzazione dell'immagine e tone mapping abbiamo in generale riscontrato un'azione abbastanza "garbata", che non va a stravolgere o brutalizzare eccessivamente l'immagine, anzi gli interventi possono anche risultare piacevoli. La funzione di tone mapping dinamico tende, almeno percettivamente, a rendere le scene leggermente più luminose (in particolar modo le scene prevalentemente scure) mentre la funzione HDR Expression Enhancer interviene in maniera abbastanza delicata, e la percezione in questo caso è quella di riscontrare una sorta di "contrasto selettivo" che enfatizza volti o oggetti in primo piano, contribuendo effettivamente ad incrementare il senso di tridimensionalità della scena. In generale quindi si tratta di algoritmi che riescono ad aumentare la gradevolezza delle immagini, a scapito ovviamente della fedeltà d'immagine: tuttavia - non ce ne vogliano gli appassionati di alta fedeltà - il risultato ci pare funzionare egregiamente dato che, come detto, gli effetti vengono apportati con un certo "rispetto".

LG OLED evo G3 55 è quindi un televisore in grado di soddisfare sia i palati più fini in termini di massima fedeltà, sia di appagare chi invece è meno interessato alla precisione, ma cerca un'esperienza di visione coinvolgente e ottimizzata in modo automatico in base alle condizioni di visualizzazione.

Veniamo quindi al dunque: LG OLED evo G3 55" è un televisore da comprare per i suoi 2599 Euro di listino? Sì, se non avete e desiderate un televisore OLED (o se ne avete uno molto vecchio e lo volete cambiare) e se questo esborso non vi porta a fare a botte con il portafoglio: entrerete in possesso di un prodotto capace di regalare immagini vicine alla perfezione, caratterizzato da una buona completezza e con tutte le carte in regola per soddisfare l'appassionato di alta fedeltà, lo spettatore che predilige un certo spazio di manovra per personalizzare l'immagine secondo il proprio gusto, e il videogiocatore più accanito. Ma se lo scorso anno vi siete fatti ingolosire dalla generazione G2, l'upgrade, per quanto interessante, è a nostro avviso tranquillamente rimandabile a future generazioni. Il che ci porta a una ulteriore considerazione: se il budget a disposizione non consente un esborso di questo spessore, ma desiderate comunque poter godere della ricchezza dinamica che un pannello OLED può esprimere assieme ad una elevata correttezza e fedeltà cromatica, il modello dello scorso anno che ora si trova ad uno street price di circa 1300 euro resta una scelta molto razionale: si rinuncia ad un po' di luminanza e alle nuove tecnologie di miglioramento dell'immagine (che però agli occhi dei puristi sono degli orpelli tranquillamente trascurabili), ma si risparmiano un bel po' di soldi e difficilmente avrete qualcosa da rimpiangere.

7 Commenti
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sbaffo16 Giugno 2023, 22:20 #1
ma 1700cd non brucia la retina se sei un una stanza scura?
A me davano fastidio i picchi di bianco in hdr su un C9... (anche con la luce accesa)
Opteranium17 Giugno 2023, 22:56 #2
Originariamente inviato da: sbaffo
ma 1700cd non brucia la retina se sei un una stanza scura?
A me davano fastidio i picchi di bianco in hdr su un C9...

io tengo il monitor del pc a 120 nit e non lavoro certo al buio, si vede che avrò la supervista e gli altri sono ciechi..
acerbo19 Giugno 2023, 11:30 #3
Originariamente inviato da: sbaffo
ma 1700cd non brucia la retina se sei un una stanza scura?
A me davano fastidio i picchi di bianco in hdr su un C9... (anche con la luce accesa)


1700 nits sono un picco che viene misurato su qualche centimetro quadrato del pannello, non sono la luminosità massima reale della TV.
Detto questo io ho il G2 il cui picco arriva intorno ai 900nits e possono garantirti che nel salone esposto a sud con le finestre su tutta la parete di fronte alla tv in pieno giorno non basterebbero neanche 2000 nits a tutto schermo per contrastare la luce ambientale.
Avere il display piu' luminoso é sempre meglio, ma secondo me finché non cambiano quella maledetta superficie riflettente e ci piazzano un filtro antiriflesso come cristo comanda possono spingersi pure fino 3000nits, ma saranno sempre valori fini a se stessi perché poi tanto nell'uso reale la luminosità la tieni al 60%, se non di meno.
Goofy Goober19 Giugno 2023, 13:25 #4
Originariamente inviato da: acerbo
1700 nits sono un picco che viene misurato su qualche centimetro quadrato del pannello, non sono la luminosità massima reale della TV.
Detto questo io ho il G2 il cui picco arriva intorno ai 900nits e possono garantirti che nel salone esposto a sud con le finestre su tutta la parete di fronte alla tv in pieno giorno non basterebbero neanche 2000 nits a tutto schermo per contrastare la luce ambientale.
Avere il display piu' luminoso é sempre meglio, ma secondo me finché non cambiano quella maledetta superficie riflettente e ci piazzano un filtro antiriflesso come cristo comanda possono spingersi pure fino 3000nits, ma saranno sempre valori fini a se stessi perché poi tanto nell'uso reale la luminosità la tieni al 60%, se non di meno.


abbi pazienza ma se guardi la tv con le finestre spalancate e che saturano la stanza di luce naturale, il problema non è la tv, ma la stanza.
dopotutto la tv non è uno smartphone o un notebook che possono esser usati completamente all'aperto anche sotto luce diretta solare... la tv può, e secondo me deve, stare in un ambiente controllato. e per controllato non intendo nel buio pece perenne, ma semplicemente laddove non sia inondato completamente di luce solare proprio mentre si vuole utilizzare il televisore per un "critical viewing", che non è "sentire" il TG in cucina mentre si pranza a mezzogiorno, ma magari la visione di un film con calma dove, l'intento è quello e non certo tenere l'illuminazione della stanza, proprio durante la visione, a Nmila candele.

anche io ho un salone pitturato di bianco dove, se tengo le finestre aperte, la tv si vede male.
ma, fortunamente, esistono le persiane con il battente per regolare l'afflusso di luce.... e non ho mai avuto problemi di visione.

onestamente la prima cosa che ho notato anni fa passando da lcd a oled è stato quanto inutilmente era forte la retroilluminazione di un lcd rispetto a come sono poi finito a tener regolato il pannello oled.
Agente Mulder19 Giugno 2023, 13:49 #5
quell'usb 2.0 nel 2023 permettetemi di dire che è ridicolo.
acerbo19 Giugno 2023, 14:34 #6
Originariamente inviato da: Goofy Goober
abbi pazienza ma se guardi la tv con le finestre spalancate e che saturano la stanza di luce naturale, il problema non è la tv, ma la stanza.
dopotutto la tv non è uno smartphone o un notebook che possono esser usati completamente all'aperto anche sotto luce diretta solare... la tv può, e secondo me deve, stare in un ambiente controllato. e per controllato non intendo nel buio pece perenne, ma semplicemente laddove non sia inondato completamente di luce solare proprio mentre si vuole utilizzare il televisore per un "critical viewing", che non è "sentire" il TG in cucina mentre si pranza a mezzogiorno, ma magari la visione di un film con calma dove, l'intento è quello e non certo tenere l'illuminazione della stanza, proprio durante la visione, a Nmila candele.

anche io ho un salone pitturato di bianco dove, se tengo le finestre aperte, la tv si vede male.
ma, fortunamente, esistono le persiane con il battente per regolare l'afflusso di luce.... e non ho mai avuto problemi di visione.

onestamente la prima cosa che ho notato anni fa passando da lcd a oled è stato quanto inutilmente era forte la retroilluminazione di un lcd rispetto a come sono poi finito a tener regolato il pannello oled.


Io la tv la posso mettere solo in quel punto, non ho alternative e quando c'é il sole anche se chiudo le tende, che non sono i tendoni occultanti del circo, ho una quantità di luce che va a sbattere sullo schermo impossibile da contrastare e non credo di essere l'unico a ritrovarsi in una situazione del genere. Ovviamente chiudo le tapparelle quando voglio vedere la tv in oeino giorno, ma siccome non abito da solo in casa magari a mia moglie o ai bambini gli va di avere la luce naturale nel salone per leggere o per fare altro.
Ripeto, secondo me non serve a nulla avere schermi eccessivamente luminosi, la migliore soluzione sono le superfici anti riflesso.
I pannelli samsung qd oled utilizzati anche sui sony bravia top di gamma ad esempio puoi guardarli col sole alle spalle e non hai riflessi, giusto un leggero effetto di tinting delle immagini che le tira un po verso il rosso/violetto, ma nulla di compromettente, soprattutto se magari stai giusto guardando una partita alle 3 di pomeriggio o la finale del roland garros.
sbaffo20 Giugno 2023, 13:08 #7
Originariamente inviato da: acerbo
1700 nits sono un picco che viene misurato su qualche centimetro quadrato del pannello, non sono la luminosità massima reale della TV.
Si, lo so, è proprio quello che mi da fastidio, i puntini uber-brillanti, non tutta l'immagine. E' come guardare delle candele accese, molto peggio che una superfice uniformemente illuminata perchè gli occhi si tarano sulla luminosità media (credo).
E' come quando al ristorante ti mettono la candela in mezzo al tavolino piccolo (da due), così ce l'hai sempre tra le p@lle, ehm tra gli occhi, sia quando mangi sia quando guardi la persona di fronte. Io la faccio togliere subito, non la sopporto.

Io la tv ce l'ho sotto il finestrone di sala, quindi pochi riflessi ma quando dietro c'è tanta luce sono cavoli. Però mi riferivo alla situazione normale serale con luce accesa.

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