Google Pixel Buds: ecco le cuffie che sanno tradurre semplicemente ascoltando. La recensione

Google Pixel Buds: ecco le cuffie che sanno tradurre semplicemente ascoltando. La recensione

Arrivano anche in Italia i nuovi auricolari Pixel Buds di Google. La risposta alla concorrenza che agguerrita negli ultimi anni ha proposto agli utenti un numero svariato di modelli di cuffie true wireless capaci di cancellare o meno il rumore in maniera attiva. Qui c’è l’ingegno di Google e in questa recensione vediamo perché. 

di pubblicata il , alle 17:01 nel canale Audio Video
GooglePixel
 

La prima generazione aveva il cavo ma ora Google è più attenta al mercato e dopo averle portate negli USA e in altri paesi nel mondo, ha deciso inevitabilmente di introdurre anche da noi gli auricolari che tanto hanno fatto parlare per quel loro essere più intelligenti di altri. Si chiamano Pixel Buds, possiedono un design moderno, sono leggeri, sono comodi ma soprattutto sono intelligenti così tanto da poter tradurre in tempo reale da altre lingue solamente ascoltando tramite i microfoni. 

[HWUVIDEO="2965"]Google Pixel Buds: ECCO le cuffie che TRADUCONO in tempo reale! La recensione[/HWUVIDEO]

Sono sostanzialmente la risposta ai vari AirPods di Apple, FreeBuds di HUAWEI ma anche Samsung, OPPO, Jabra, Sony e chi più ne ha ne metta. Qui come sempre Google ci mette del suo e non solo nell’aspetto estetico diverso da tutti gli altri ma soprattutto nel renderli diversi nella loro intelligenza visto che una volta indossati potremo addirittura avere una traduzione istantanea da altre lingue. Non ci credete? Ecco la prova su Hardware Upgrade. 

Tutti meritano una seconda possibilità, anche i produttori di audio, e i nuovi Google Pixel Buds del 2020 superano le aspettative. Google sposa correttamente la forma e il funzionamento con questi nuovi auricolari wireless; il design elegante genera un'esperienza utente premium che è stata rivisitata e pronta a competere con altri grandi del panorama true wireless. 

I nuovi Pixel Buds sono stati creati da Google concentrandosi su tre aspetti fondamentali che sono il design, la comodità ossia la vestibilità e la qualità chiaramente audio sia per le chiamate che per l’ascolto di contenuti multimediali. Tre aspetti che andremo ad analizzare in questa recensione e che ci permetteranno di capire come sono questi auricolari di Google e perché, come detto prima, sono così particolari da renderli anche un po’ unici. 

DESIGN: piccoli e leggeri

Partiamo allora dal design che poi è anche uno di quegli aspetti che colpisce maggiormente gli utenti da subito. I Pixel Buds sono auricolari piccoli nelle dimensioni e questo è sicuramente un vantaggio che permette di renderli comodi nell’utilizzo ma anche nel trasporto quando sono riposti nella custodia. 

Gli auricolari risultano simili ai loro predecessori anche se chiaramente perdono il cavo in tela che li aveva caratterizzati nella prima generazione. Il loro aspetto è forse simile a quello delle caramelle Mentos, sarà per quel loro materiale gommoso che ha caratterizzato anche i Google Pixel fino allo scorso anno o per quel loro essere tondi e bianchi. Di fatto eliminano il cavo dello scorso anno e divengono a tutti gli effetti degli auricolari true wireless.

Gli auricolari a differenza di alcuni modelli della concorrenza non posseggono alcuno stelo e questo permette di inserirli sulle orecchie e farli quasi scomparire grazie anche ad un’aderenza praticamente perfetta sul padiglione auricolare. Molti auricolari della concorrenza simili per design ai Pixel Buds sporgono estremamente al di fuori del padiglione auricolare e questo li rende non sempre belli da vedere ma soprattutto anche scomodi dopo qualche ora di utilizzo. Questi sono sottili e quasi riescono a nascondersi una volta indossati. 

Google ha dichiarato di aver studiato migliaia di orecchie scansionandole e permettendo ai designer e agli ingegneri di trovare la dimensione, ma anche la forma migliore e più confortevole, per tutti gli utenti o quasi. Come ogni auricolare in-ear che si rispetti possiede un inserto in silicone morbido che viene fornito in tre diverse taglie garantendo a chiunque di personalizzare l’auricolare e farlo aderire perfettamente all’orecchio. Bianchi esternamente e neri internamente. Una scelta stilistica che rispecchia anche come vedremo la custodia per la ricarica che possiede un esterno in tinta bianca ed un rivestimento interno completamente scuro. 

La grande novità dei Pixel Buds di Google per questo 2020 riguarda però la presenza di un arco stabilizzatore, così lo chiama Google. Non è altro che un morbido archetto di piccole dimensioni posto nella parte superiore dell’auricolare il quale assicura ai Pixel Buds di rimanere fermi nella giusta posizione all’interno del padiglione auricolare anche durante movimenti bruschi o attività fisica. 

Come praticamente tutti gli auricolari true wireless della concorrenza anche i Google Pixel Buds posseggono una custodia che permette di ricaricarli quando sono al loro interno ma anche di trasportarli con facilità in tasca viste le esigue dimensioni della stessa. La custodia assolutamente in linea con l’aspetto degli smartphone di Google, medesima finitura opaca, morbida e di colore bianco con una sottile linea nera che poi non è altro che il rivestimento interno che si vede una volta aperta la custodia. 

La sua forma ad uovo un po’ schiacciato permette di occupare poco spazio in tasca o in borsa, un vantaggio non indifferente anche se il suo peso non è tra i più leggeri tra la concorrenza visto che con le cuffie inserite si raggiungono i 66,7 grammi. Solo Sony con le WF-1000XM3 fa peggio con i suoi 94 grammi. Gli AirPods Pro di Apple pesano 45,6 grammi mentre gli AirPods classici addirittura 40 grammi. Samsung Galaxy Buds+ pesano 39,6 grammi, Jabra Elite 75t pesano 46 grammi. 

La custodia di ricarica ha una spia di stato esterna che serve per capire lo stato della carica residua della stessa ma anche un singolo LED interno che segnala la carica per entrambi gli auricolari.  Oltre a questo chiaramente presente in basso una porta USB-C che permette appunto la ricarica rapida (anche se ricordiamo che la custodia potrà essere ricaricata anche via wireless) ed un piccolo pulsante per la connessione con gli smartphone, anche se come vedremo in prima configurazione tutto avviene in modo istantaneo non appena si apre il coperchio della custodia. 

VESTIBILITÀ: non escono nemmeno sotto tortura

Parliamo allora della vestibilità dei Pixel Buds una volta indossati. Inutile girarci troppo intorno perché gli auricolari di Google sono davvero comodi. Questo grazie alle loro esigue dimensioni visto che non ''escono'' troppo al di fuori del padiglione auricolare ma soprattutto pesano poco e si adattano con molta facilità all’orecchio. 

Chiaramente le tre taglie degli inserti in silicone permettono di avere praticamente auricolari universali per tutti e quello che ci è piaciuto riguarda il fatto che sono in ear ma come anche altre della concorrenza posseggono un sistema di ventilazione che permette di non avere quella sensazione di orecchio ostruito che a molti dà fastidio. 

Il loro uso è davvero molto semplice ed immediato: si apre la custodia, si sganciano con una leggera pressione visto che sono calamitate. Quindi si inseriscono nel padiglione auricolare facendole roteare per posizionarle al meglio con l’archetto stabilizzatore. Oltretutto quello che ci è piaciuto è il non avere problemi di stanchezza dell’orecchio anche dopo qualche ora di utilizzo continuativo. Da questo punto di vista i nuovi Pixel Buds di Google sono ottimi per comfort. 

Punto forte anche la loro stabilità. Che si faccia attività fisica impegnativa o che si stia camminando, giocando, ballando o altro i Pixel Buds di Google non fuoriusciranno dal padiglione auricolare praticamente mai. Sono stabili, sempre nella stessa posizione di quando vengono inseriti e questo li rende davvero efficaci anche per chi è abituato ad ascoltare musica durante sessioni di allenamento importanti. Oltretutto gli auricolari di Google offrono una resistenza all'acqua di grado IPX4 secondo lo standard IEC 60529. Questo garantisce chiaramente non una condizione permanente e dunque con immersione totale in acqua ma sicuramente un vantaggio per allenamenti in esterna con la pioggia o anche contro il sudore. 

Semplice anche la configurazione dei Pixel Buds con lo smartphone. Pixel Buds supporta infatti anche Fast Pair su Android sostanzialmente la notifica che tanto piace agli utenti Apple per l’accoppiamento con i loro AirPods e l’iPhone. In questo caso una volta abilitato il Bluetooth su di un device Android o iOS basterà aprire la custodia degli auricolari e automaticamente apparirà una notifica che ci permetterà di creare l’accoppiamento. La procedura guidata ci indirizzerà al download dell’applicazione Pixel Buds che ci darà poi la possibilità di avere tutte le informazioni sugli auricolari come la loro carica residua, le preferenze dell’Assistente di Google ma anche i controlli touch e le impostazioni come il suono adattivo e il rilevamento dell’indossabilità che vedremo a breve.

QUALITÀ AUDIO: non c'è cancellazione del rumore ma che suono!

Passiamo infine alla qualità. Google dichiara di aver inserito in Pixel Buds driver dinamici da 12 millimetri. Ora esistono auricolari che tecnicamente sono migliori come ad esempio le Jabra Elite 75t che offrono driver dinamici da 6 mm. Ma senza impazzire troppo sulle specifiche diciamo che i Google Pixel Buds offrono un suono ricco e pieno con qualsiasi tipo di musica o contenuto multimediale. Gli strumenti sono ben stratificati nella scena musicale e il tutto risulta avvolgente nonché espressivo. 


Attenzione non è presente la cancellazione attiva del rumore e le cuffie una volta indossate non isoleranno completamente dall’esterno ma la qualità audio è davvero elevata così come il volume capace di aiutarci nell’ascolto anche di podcast o contenuto parlati. Sarebbe stato bello se Google avesse forse pensato ad una personalizzazione dell’equalizzazione del suono per chi è in qualche modo ''malato'' della perfezione. Ma è chiaro che Google vuole come sempre la semplicità e l’immediatezza e anche per i Pixel Buds si è cercato di trovare la soluzione più equilibrata in tal senso.  

Sono cuffie ''smart'' e sappiamo che Google sa arricchire di personalità ogni suo prodotto. Qui i Pixel Buds ottengono molto rispetto ad altri auricolari true wireless della concorrenza. C’è innanzitutto il cosiddetto suono adattivo ossia la possibilità di regolare il volume in automatico in base al rumore presente nell’ambiente circostante. Questo permette di non dover continuamente alzare o abbassare il volume. Una funzionalità davvero utile ad esempio negli spostamenti dalla quiete di casa o dell'ufficio verso un luogo più rumoroso, come la strada o la metropolitana. Una particolarità che funziona molto bene e che permette dunque di non dover tirare fuori ogni volta lo smartphone o anche usare la superficie touch per alzare o abbassare il volume. 

Chiaramente gli auricolari posseggono una superficie touch. Questo permette di avere i controlli al tocco: un solo tap per avviare la riproduzione o mettere in pausa, un doppio tap per avanzare di un brano, triplo tap per farlo ricominciare. Il volume si regola facendo scorrere il dito sulla superficie. Oltretutto sono presenti due microfoni beamforming che si focalizzano sulla voce mentre gli accelerometri rilevano le vibrazioni della mascella per capire quando si sta parlando. Questo effettivamente rende molto nitido l’audio durante le chiamate eliminando rumori esterni. 

I Pixel Buds non possono connettersi a due dispositivi contemporaneamente come fanno altri ma l’accoppiamento con lo smartphone è molto veloce grazie probabilmente ad una elevata affidabilità del segnale Bluetooth che difficilmente sbaglierà l’accoppiamento una volta aperta la custodia e inserito l’auricolare.  

Per quanto riguarda il software non poteva mancare all’appello l’Assistente di Google. Può qui essere attivato tramite i comandi vocali o anche tenendo premuto uno dei due Pixel Buds e chiedere tutto quello che si vuole. Si potrà chiedere di tutto dalle informazioni generiche alla richiesta di riprodurre un brano, un podcast o rispondere ad un messaggio. Avere la possibilità di farlo mentre si fa altro con le mani è un bel vantaggio.

  

Ma quello che effettivamente rende unici i Pixel Buds è la traduzione in tempo reale. Sì, perché con gli auricolari indossati e usando lo smartphone con l’app del traduttore di Google sarà possibile avviare una conversazione semplicemente dicendo ''Ok Google, aiutami a capire l’inglese'' e gli auricolari stessi ascolteranno il parlato in lingua inglese, in questo caso, e lo tradurranno in tempo reale. Il tutto funziona benino anche se deve essere affinata l’intelligenza artificiale soprattutto nella comprensione del parlato. Ma è palese che se si è in difficoltà magari all’estero questa funziona, unica nel suo genere, potrebbe salvare molti utenti. 

A livello di  autonomia non abbiamo alcun problema per quanto riguarda la durata della batteria di questi Pixel Buds. Durante le prove che abbiamo effettuato con gli auricolari infatti abbiamo ottenuto un’autonomia continuativa che supera le 6 ore. Oltretutto ponendole nella custodia è possibile superare con facilità oltre 24 ore. La ricarica avviene con cavo classico Type-C e oltretutto in soli 10 minuti è possibile avere fino a 2 ore di ascolto di autonomia. E non dimentichiamo nemmeno la possibilità di ricaricare il tutto via wireless. 

CONCLUSIONI e PREZZO

Questi sono i nuovi Google Pixel Buds disponibili da oggi ad un prezzo di 199€ direttamente sul GOOGLE STORE.Gli auricolari intelligenti di Google che fanno il verso chiaramente alla miriade di auricolari true wireless presenti sul mercato. Sono poco ingombranti, comodi e suonano davvero bene anche se non hanno la cancellazione del rumore ma soprattutto sono intelligenti con il suono adattivo che funziona sul serio. 

Quello che però li rende effettivamente innovativi è senza dubbio la presenza dell’Assistente di Google che garantisce un vero assistente sempre pronto per ogni tipo di informazione o utilità. In questo caso però la vera novità dei Google Pixel Buds è senza dubbio il traduttore simultaneo che non troviamo in nessun altro tipo di cuffia ad oggi. Un vantaggio quello di avere la traduzione in tempo reale che seppur da migliorare sa già dire la sua e può risultare davvero comoda. 

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