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Nothing ear (2): uguale design ma che miglioramenti! La recensione

Nothing ear (2): uguale design ma che miglioramenti! La recensione

Nothing propone sul mercato la seconda generazione dei propri auricolari originali che avevano fatto scalpore soprattutto per il design e il prezzo. Rimangono fedeli al marchio per il design ancora trasparente ma fanno un balzo in avanti notevole per qualità e soppressione del rumore. Scopriamoli nella nostra recensione.

di pubblicato il nel canale Audio Video
Nothing
 

In principio ci furono i Nothing ear (1) ossia gli auricolari nati da una startup fondata nel 2020 a Londra da Carl Pei, ex creatore di OnePlus e passato agli onori della cronaca per aver ideato ai tempi uno smartphone diverso, nuovo, potente e soprattutto proposto ad un prezzo veramente basso rispetto alla concorrenza di allora. Da qui l’idea di proporre nuovamente quel filone partendo però da un paio di auricolari che potessero competere con la concorrenza ma ad un prezzo diverso da quello della concorrenza e non solo.  

Nothing ear (1) catturarono l’attenzione di tutti al lancio perché erano stati creati con la voglia di pensare al design, ai materiali, a quello che Steve Jobs aveva fatto con i suoi iPod e i suoi iPhone e che qui invece Carl Pei voleva riproporre nel mondo Android. Una custodia completamente trasparente (e vedremo che sarà ancora oggi una prerogativa dell'identità del brand) con inserti originali tale da rendere possibile il loro riconoscimento, delineando una soluzione originale per Nothing. Auricolari true wireless ad un prezzo che al lancio non superarono i 100€, 99€ per la precisione, e che risultarono convincenti anche per la loro qualità audio, che non eccelleva ma che nell’insieme garantiva un buon sound e una buona cancellazione del rumore con solo una stabilità di connessione da migliorare. 

Il passo successivo, in campo audio, fu quello di proporre le Nothing ear (stick) ossia un paio di cuffie sempre in ear ma senza cancellazione del rumore e con un prezzo di 99€ preso in prestito da ear (1) che aumentarono il prezzo a 149€, facendo forse storcere un po’ il naso ai fedeli del marchio. La versione di ear (stick) ha ribadito il concetto di trasparenza del design, ha proposto una custodia unica nel suo genere perché a forma di cilindro, e ha fatto capire che Nothing ha voglia di mantenersi viva sul mercato. In mezzo chiaramente non dimentichiamo l’arrivo del primo smartphone di Nothing ossia phone (1): un device medio gamma con alcune peculiarità uniche come il design con scocca trasparente, oltre 900 LED per l’uso delle notifiche a vista e ancora un hardware buono che ha confermato la bontà del device. 

 

Oggi inizia una seconda fase di Nothing perché arrivano i Nothing ear (2) ossia la seconda generazione degli auricolari in ear con cancellazione del rumore di Carl Pei. Come vedremo sono riconoscibili ancora una volta grazie al loro design con scocca trasparente, costruiti con precisi canoni di ingegneria del suono, proposti con una personalizzazione di livello superiore e nuove funzionalità capaci di soddisfare le esigenze quotidiane degli utenti come la Dual Connection ossia la possibilità di connettere contemporaneamente a due device gli auricolari di Nothing, passando tra chiamate e riproduzione musicale senza problemi. E vedremo che c’è anche la novità della tecnologia Clear Voice che rende ancora migliore la voce durante le conversazioni. 

C’è tanto da parlare di questi nuovi Nothing ear (2) perché sono tanti i miglioramenti. Ma non spoileriamo nulla anzi andiamo con calma e cerchiamo di capire tutto in questa nostra recensione. 

Nothing ear (2): il design che ha cambiato le regole

Nothing vuole divertire gli utenti. Lo ha fatto con la prima generazione di ear (1) e lo fa ora con questa nuova versione di ear (2). Esteticamente l’idea è sempre la stessa ossia divertire il pubblico. Effettivamente guardare dentro la custodia prima e poi negli auricolari ha sempre il suo fascino e non è possibile che una volta indossati i nuovi Nothing ear (2) o anche lasciati sul tavolo, qualcuno non chieda cosa sono o li osservi con ammirazione. Da questo punto di vista Carl Pei ha ideato una vera identità di Nothing e lo ha fatto bene a dispetto di altri brand più famosi che sono ancora alla ricerca di un loro stile o che cambiano di anno in anno forma, materiale e idee dei loro prodotti. 

A nostro parere squadra che vince non deve essere necessariamente cambiata se non migliorata ed è quello che hanno fatto gli ingegneri di Nothing perché la nuova generazione di ear (2) non cambia così tanto ma migliora in ergonomia oltre che in alcuni aspetti estetici degni di nota. Partiamo innanzitutto da quello che vediamo per primi ossia la custodia. Nothing ripropone una piccola scatola in policarbonato trasparente, resistente e un pochino più rotondeggiante negli angoli rispetto alla precedente. Sappiate che è un bene questo perché in mano come anche in tasca sarà meno ingombrante e più comoda da tenere. Oltretutto ad aiutare in questo ci sono anche le dimensioni che si riducono e non di poco: la custodia dei nuovi ear (2) misura esattamente 55,5 x 55,5 x 22 millimetri con un peso di 51,9 grammi contro le dimensioni della custodia di ear (1) che invece erano di 58,6 x 58,6 x 23,7 millimetri con un peso di 57,4 grammi. 

A cambiare, giustamente a nostro parere, c’è anche la parte inferiore della custodia di ear (2). Niente più policarbonato liscio trasparente come la parte superiore capace di riempirsi di graffi antiestetici ma una struttura in policarbonato opaco e completamente bianca che permette di appoggiare con maggiore grip la custodia su qualsiasi superficie. 

L’apertura a scatola è la medesima del passato ossia a conchiglia. A tenere il tutto chiuso in modo ermetico ci pensa un magnete di buona fattura (anche se meno forte del precedente), presente anche internamente per tenere saldi alla custodia gli auricolari. Il resto è praticamente lo stesso visto con la prima generazione e dunque un piccolo pulsante bianco capace di rendere possibile la connessione con lo smartphone, una porta USB-C per la ricarica veloce e ancora un bellissimo gioco di incastri di parti in policarbonato trasparente lucido e opaco bianco (senza dimenticare la comoda rientranza sul coperchio per una presa ancora più sicura) che rendono ancora una volta Nothing ear (2) una piccola opera d’arte colpendo l’utente al cuore, soprattutto quello attento al design. 

Esteticamente gli auricolari cambiano invece poco: sono anch’essi molto curati a livello di design e forse il mancato cambiamento sta nell’aver ricevuto una buona dose di commenti positivi tale da spingere gli ingegneri a mantenere il medesimo design , risparmiando forse anche in fase di produzione. Di fatto sono auricolari in ear classici con un piccolo e corto stelo che però cambia rispetto al passato proponendo un controllo a pressione e non più a sfioramento e ammettiamo che questa differenza va a tutto vantaggio dell’utente finale che può ora regolare volume e impartire i comandi in modo più semplice ed immediato. 

L’app Nothing X tuttofare e con uno stile unico

Possiamo aprire una parentesi che riguarda l’app Nothing X che l’azienda ha riadattato con l’arrivo dei nuovi ear (stick) e da cui è possibile controllare tutto.

In primis i ''Controlli'' che possono venire personalizzati a piacimento dall’utente per entrambi gli auricolari: 

  • Doppia pressione: traccia successiva o traccia precedente o assistente vocale / Rifiuto di una chiamata in arrivo 
  • Tripla pressione: traccia precedente o traccia successiva o assistente vocale
  • Premere e tenere premuto: controllo del rumore (trasparenza, cancellazione del rumore, chiuso) o volume giù o volume su o assistente vocale
  • Premere due volte e tenere premuto: controllo del rumore o volume giù o volume su o assistente vocale
  • Singola pressione: Play/Pausa e Rispondere/Riattaccare le chiamate

Tra le impostazioni del dispositivo troviamo poi tantissime caratteristiche avanzate da poter attivare o disattivare su ear (2). Intanto sappiate che è possibile, come con la precedente generazione, adottare il ''Rilevamento auricolare'' e questo significa che una volta indossato l’auricolare la riproduzione avverrà in modo automatico così come verrà stoppata non appena rimuoveremo la cuffia dall’orecchio. C’è poi la cosiddetta ''Cancellazione del rumore personalizzata'' che consiste nel calibrare appunto la cancellazione del rumore in base alla sensibilità dell’udito dell’utente. In questo caso sarà necessario seguire un procedimento guidato che farà indossare gli auricolari, restare fermi evitando di parlare o anche di deglutire e avviare il test che in modo automatico stabilirà la migliore cancellazione del rumore. Per i gamer c’è la possibilità di attivare anche la ''Modalità a bassa latenza'' che sostanzialmente garantisce di ridurre appunto la latenza al minimo per la migliore esperienza di gioco. Non mancano nemmeno il ''Test di adattamento della punta auricolare'' anche qui per garantire la migliore qualità audio e cancellazione del rumore e ancora la possibilità di ''Trovare i miei auricolari'' (già presente con la precedente generazione) ossia nel caso di smarrimento è possibile sfruttare questa funzione per far riprodurre un breve suono negli auricolari dando possibilità di localizzarli. 

Sempre tramite l’applicazione Nothing X è possibile osservare chiaramente lo stato della carica residua degli auricolari e della custodia ma anche entrare nella sezione ''Equalizzatore'' che permette di personalizzare il suono in base alle proprie preferenze. Quattro preimpostazioni: Bilanciato, Più Bassi, Più Acuti e infine Voce. Ammettiamo di aver trovato tutte le preimpostazioni ben fatte con cambiamento che permettono di avere diverse sonorità. C’è anche la possibilità di impostare un profilo personalizzato dove sarà necessario agire sui medi, sui bassi e sugli acuti per trovare la quadra migliore. Stessa cosa riguarda anche l’audio personalizzato che attivato permette di seguire una procedura guidata che grazie all'Intelligenza artificiale posizionerà l’equalizzatore al meglio per avere più immersività, voci più comprensibili e poter ascoltare a volume ridotto senza perdere i dettagli.

Un dettaglio che ci ha fatto divertire? Il suono di sistema per il passaggio da Cancellazione del rumore a Modalità Trasparenza e viceversa è veramente unico sul panorama mondiale. Ancora una volta Nothing e Carl Pei si dilettano nel deliziare i propri fan con questi particolari unici. Sappiate che il ''bong'' quando attiverete la cancellazione del rumore è forte, corposo e fa sobbalzare mentre il passaggio alla modalità Trasparenza è realizzato con un'esclamazione con voce femminile che rende perfettamente l’idea di liberarsi dall’occlusione della soppressione del rumore. Veramente un plauso in tal senso a Nothing per aver curato questi piccoli dettagli. 

Nothing ear (2): si migliorano in tutto 

Come suonano allora i nuovi Nothing ear (2)? Da un punto di vista acustico il miglioramento è assolutamente percepibile e in linea con quello che risulta essere il prezzo a cui vengono proposte. Tecnicamente sappiate che a farla da padrona qui c’è un driver personalizzato da Nothing da 11,6 mm che è stato completamente reinventato con un nuovo esclusivo design a doppia camera tale da garantire suoni più chiare e luminose le alte frequenze ma anche più profonde le basse frequenze. 

Per offrire un'esperienza sonora potente e autentica, il nuovo diaframma personalizzato è realizzato con una combinazione di poliuretano (PU) e grafene. Il primo è un materiale più morbido, quindi le basse frequenze risultano più pure e più potenti mentre il grafene grazie alla sua leggerezza e rigidità permette di dare maggiore sensibilità alle alte frequenze. Il tutto non appesantendo però l’auricolare che, lo sottolineiamo, pesa solo 4,5 grammi. Una combinazione praticamente ottimale che permette addirittura al suono di essere trasmesso attraverso l'altoparlante nell'orecchio dell'utente con uno spazio che risulta essere molto più grande e tale da avere un flusso d'aria più fluido e un suono ancora più chiaro.

Nothing ear (2) propongono poi la certificazione Hi-Res Audio. In poche parole questo permette di avere frequenze fino a 24 bit/192 kHz capaci di venire trasmesse a velocità che raggiungono 1 Mbps. Gli auricolari sono anche compatibili con la tecnologia codec LHDC 5.0 garantendo dunque la massima versatilità degli auricolari ma anche mantenendo aggiornati gli stessi.

Suonano dunque molto bene perché non hanno eccessi sia negli alti che nei bassi che risultano equilibrati e soprattutto caratterizzati. Ci sono piaciuti gli auricolari in condizioni di ascolto di musica classica come anche con musica rock o ancora durante l’audio di un podcast. In tutte queste situazioni si sono comportati come ci saremmo aspettati ma quello che dobbiamo sottolineare è il miglioramento rispetto alla precedente generazione che ci ha permesso di capire effettivamente quanto Nothing abbia lavorato in questi mesi. 

Chiaramente ci ha colpito positivamente anche la cancellazione del rumore. Qui Nothing dichiara di poter raggiungere addirittura una soppressione fino a 40 db e ammettiamo che l’isolamento che porta questa modalità una volta attivata è effettivamente importante tale da rendere difficoltoso sentire rumori esterni anche in situazioni estreme come una strada trafficata o anche un viaggio in treno. Oltretutto essendo adattiva l’algoritmo procede in modo autonomo nella regolazione della soppressione del rumore in base a quanto fastidio c’è effettivamente nell’ambiente. A lavorare bene su Nothing ear (2) c’è anche la modalità Trasparenza che permette di non dover togliere gli auricolari dalle orecchie pur sentendo tutto quello che avviene nell’ambiente circostante. Una modalità che funziona molto bene grazie all’algoritmo messo a punto da Nothing. 

Interessanti i Nothing ear (2) anche per quanto concerne l’audio in chiamata. In questo caso l’azienda ha sviluppato una tecnologia denominata Clear Voice che permette di raggiungere un risultato migliore grazie ad un riposizionamento dei microfoni e adottando un diverso algoritmo alimentato da Intelligenza Artificiale. La prova sul campo permette in effetti di avere una migliore ricezione della voce ricevente ma anche chi ci ascolta dichiara di sentirci molto bene con un audio corposo e preciso. 

A livello di indossabilità non possiamo che parlare bene dei Nothing ear (2) perché li abbiamo davvero stressati a dovere per ore e ore di utilizzo continuativo in situazioni di lavoro classico, di ascolto sul divano o a letto e anche durante alcune passeggiate o corse: non si sono praticamente mai staccati dalle orecchie e soprattutto non ci hanno mai affaticato anche dopo tanto tempo grazie anche alla presenza di ben 5 misure differenti che permettono a chiunque di trovare la giusta indossabilità. Se li vorrete usare poi durante i vostri allenamenti sappiate che posseggono ora certificazione IP54 per la custodia e IP55 gli auricolari e dunque resistenti all’acqua come alla polvere. 

E l’autonomia? Sappiate che anche qui Nothing la migliora rispetto alla precedente generazione perché sulla carta è possibile fare almeno 36 ore di riproduzione continua senza ANC o addirittura 22 ore e mezza con ANC attivata. Sulla pratica? Abbiamo appurato che siamo vicinissimi a queste stime anzi abbiamo realizzato almeno 35 ore con riproduzione senza cancellazione del rumore attiva ma anche oltre 23 ore con la cancellazione. Quello che ci è più piaciuto è la possibilità di avere la ricarica veloce tale da poter caricare in soli 10 minuti le cuffie per oltre 8 ore di riproduzione. Non solo perché c’è anche la ricarica wireless a 2,5W con certificazione Qi e quella inversa da Nothing phone (1) o altri device oltre alla classica ricarica con cavo USB-C.

CONCLUSIONI 

Nothing ear (2) sono auricolari ''true wireless'' unici sul panorama mondiale per il loro approccio al design. Non abbiamo ancora trovato sul mercato auricolari che siano così estremamente ricercati a livello di progettazione estetica e di certo è impossibile non accorgersi di loro sia che siano all’interno della custodia, anch’essa dal design ricercato, sia che vengano indossati. Non eccellono nelle qualità sonore rispetto ad auricolari più costosi e più blasonati ma a 149€ sono sicuramente degli ottimi compagni di ascolto, migliorati nella loro qualità audio rispetto alla precedente generazione. 

Il prezzo era aumentato con l’arrivo di Nothing ear (Stick) e si mantiene giusto per le funzionalità che propongono ora questi nuovi auricolari, per la loro ricerca estetica ma soprattutto per il loro miglioramento della cancellazione del rumore attiva e della stabilità in generale con i device, perché lo ricordiamo, possono ora collegarsi a due dispositivi contemporaneamente. 

7 Commenti
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LB222 Marzo 2023, 19:59 #1
prezzo, funzionalità e qualità audio…. oppo enco x2 rimane inarrivabile. 129€ (io addirittura in offerta a 87) e suono incredibile, quasi quanto un dac
LB222 Marzo 2023, 20:17 #2
interessante la recensione su gsmarena, li sconsigliano caldamente. magari più onesti ? chissà
alexfri22 Marzo 2023, 20:22 #3
Scusa, ma se la foto di “copertina” ti era venuta male con la bocca storta e un occhio piu aperto ecc… non la potevi rifare? L’articolo non é male ma…
pengfei23 Marzo 2023, 00:03 #4
Originariamente inviato da: alexfri
Scusa, ma se la foto di “copertina” ti era venuta male con la bocca storta e un occhio piu aperto ecc… non la potevi rifare? L’articolo non é male ma…


Sarà tipo le copertine dei video di YouTube dove fanno apposta a fare le smorfie per catturare l'attenzione
massidifi23 Marzo 2023, 12:43 #5
Originariamente inviato da: pengfei
Sarà tipo le copertine dei video di YouTube dove fanno apposta a fare le smorfie per catturare l'attenzione


Manca una freccia rossa che indica un punto qualunque della foto...
Haran Banjo23 Marzo 2023, 14:09 #6
Ma dai, si capisce benissimo che su HWU è una marchetta continua per questo brand che non si c@ga nessuno
UtenteHD23 Marzo 2023, 14:13 #7
Beh ammetto che fra tutte le persone che ho incontrato da quando e' uscita questa marca ad oggi ho visto solo 1 persona con Nothing, poi magari e' solo nella mia regione che non e' molto acquistato.

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