iRobot rilancia con Roomba Duo, il prototipo che divide il lavoro fra due robot

iRobot rilancia con Roomba Duo, il prototipo che divide il lavoro fra due robot

A IFA l'azienda mostra un concept in cui un'unità principale cilindrica, capace di aspirare e lavare a vapore, trasporta e rilascia un secondo robot ultracompatto per gli spazi stretti. Accanto al prototipo, la gamma già in vendita con le nuove tecnologie di aspirazione e lavaggio

di pubblicata il , alle 15:12 nel canale Robot
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Dopo il passaggio di proprietà a Picea, completato lo scorso gennaio, iRobot è tornata a esporre a IFA e lo ha fatto con l'idea più ambiziosa degli ultimi anni. Si chiama Roomba Duo, è il primo sistema dell'azienda costruito su due robot che lavorano insieme ed è la dimostrazione più chiara di dove vuole portare la categoria che ha inventato. Il principio è semplice da spiegare e complicato da realizzare, ovvero smettere di chiedere a un solo robot di fare tutto e affidare la pulizia della casa a due macchine specializzate che lavorano insieme.

Il punto di partenza è un limite che chiunque abbia un robot lavapavimenti conosce bene. Garry Kancel, EMEA Product Training Manager di iRobot, lo riassume senza giri di parole. "Per anni il settore ha convissuto con il compromesso di un robot lavapavimenti che non basta e di un apparecchio a parte di cui si ha comunque bisogno", racconta allo stand di Berlino. Il Duo nasce per eliminare quel secondo apparecchio, concentrando in un unico sistema la potenza di un aspirapolvere wet and dry e l'autonomia di navigazione di un robot.

Un braccio meccanico che deposita il secondo robot

L'elemento che distingue il concept da qualsiasi altro robot per il mercato consumer è la capacità dell'unità principale di trasportare e rilasciare una seconda macchina. Nella parte superiore il robot integra un braccio la cui estremità resta orizzontale durante il movimento, così da reggere il peso aggiuntivo senza perdere stabilità, e che può abbassarsi per depositare il compagno di lavoro dove il corpo principale non arriva.

iRobot IFA 26

Il robot secondario non è un esercizio di stile ma un prodotto già a listino, il Roomba Plus 575, lanciato all'inizio dell'anno. Alto 8,35 centimetri e largo 29,8, passa fra le gambe delle sedie e lavora sotto letti, divani e mobili bassi. Il panno PerfectEdge si estende verso l'esterno fino a 31 millimetri e collabora con la spazzola laterale per arrivare negli angoli e lungo i battiscopa, mentre le ruote omnidirezionali sollevabili gli permettono di superare soglie fino a 3,5 centimetri.

I due robot condividono la stessa mappa della casa attraverso la Roomba Home App, comunicano fra loro e si dividono il lavoro nella stessa sessione di pulizia, con l'unità grande sulle superfici aperte e la piccola negli spazi stretti. Condividono anche la base, un punto su cui Kancel insiste per una ragione molto pratica, cioè evitare che la casa si riempia di stazioni ingombranti. La base AutoWash, capace a sua volta di spostarsi in autonomia, gestisce in un unico blocco l'acqua pulita, il recupero dell'acqua sporca, il lavaggio e l'asciugatura dei panni e lo svuotamento della polvere in un sacchetto capiente.

Perché per lavare davvero serve una forma diversa

La scelta più vistosa del prototipo è il corpo cilindrico dell'unità principale, che rompe con il disco piatto a cui la categoria ha abituato tutti. La ragione è di geometria prima ancora che di elettronica. "In undici centimetri di altezza e trentacinque di diametro in media non si riesce a imbarcare molta tecnologia, si è costretti a scendere a compromessi", spiega Kancel, ricordando che i serbatoi dei robot tradizionali restano nell'ordine di poche centinaia di millilitri, mentre un sistema di lavaggio serio richiede acqua pulita, recupero dell'acqua sporca e pompe di dimensioni ben diverse.

Lo spazio guadagnato in altezza serve a ospitare un rullo lavapavimenti PowerSpin Max da 60 millimetri di diametro, che esercita sul pavimento una pressione di 46 newton, pari a circa 4,7 chilogrammi, oltre a un motore di aspirazione e a una batteria di capacità maggiore. Il ciclo di lavaggio prevede un pretrattamento con vapore generato da un riscaldatore interno e distribuito in modo uniforme sulle aree sporche, il passaggio del rullo autopulente e infine l'asciugatura ad aria calda, affidata a un componente collocato dietro il rullo e pensato soprattutto per proteggere i pavimenti in legno da un'esposizione prolungata all'umidità.

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Per la navigazione entrambe le unità montano un LiDAR a doppia linea ClearView Pro e il sistema PrecisionVision basato su IA, che riconosce ed evita gli ostacoli domestici più comuni. L'unità principale aggiunge telecamere collocate in alto, che offrono una visuale rialzata dell'ambiente e servono a costruire mappe più dettagliate delle case grandi e a più stanze, oltre che a individuare le zone con accumuli di sporco. Le ruote da 17 centimetri, con i motori integrati nei mozzi, completano un mezzo pensato per muoversi fra stanze e dislivelli senza incastrarsi.

SealForce e ThermoMist, quello che si può già comprare

Il Duo resta un prototipo senza data, ma le tecnologie che lo rendono possibile sono in buona parte già sul mercato, distribuite sulla gamma esposta a Berlino insieme al concept. Kancel individua due richieste che oggi arrivano dagli utenti e che non riguardano più la potenza bruta, cioè la protezione di tappeti e mobili e la capacità di raggiungere lo sporco che si annida sotto la superficie dei tessuti, acari compresi. "Aspirare sul pavimento duro non è più un problema, sui tappeti c'è ancora molto da fare", osserva.

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La risposta si chiama SealForce ed è arrivata sui due modelli di punta, il Roomba Plus 675 Combo e il Roomba Max 875 Combo. Il principio è quello di sigillare il telaio del robot contro il tappeto premendolo verso il basso e formando una camera di aspirazione chiusa, in modo che il flusso d'aria non si disperda ai lati e la potenza si scarichi tutta sulle fibre. Non è solo una questione di aspirazione, precisa Kancel, ma di raccolta effettiva dello sporco.

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Sul lavaggio la tecnologia di riferimento è ThermoMist, riservata al Max 875. Si colloca a metà strada fra l'acqua calda e il vapore, con micro-bolle che si formano nell'acqua per effetto di un abbassamento di pressione e vengono poi rilasciate in pressione sulla superficie da trattare. L'obiettivo dichiarato non è solo bagnare la macchia ma penetrarla e spezzarne la struttura, preparando il lavoro del rullo, che ruota a 300 giri al minuto ed è uno dei più grandi della categoria per diametro. Il 675 adotta un approccio più semplice, con acqua riscaldata spruzzata dalla parte posteriore e il robot che si riposiziona per centrare la macchia. Su entrambi una copertura mobile sulla spazzola evita di inzuppare i tappeti nel passaggio fra lavaggio e sola aspirazione.

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I tre modelli della gamma, il Max 875 Combo, il Plus 675 Combo e il compatto Plus 575 Combo, sono già annunciati e in commercio in Europa dai primi giorni di settembre. In Italia i prodotti iRobot sono distribuiti da Nital.

Il ritorno dopo il passaggio a Picea

Il contesto in cui arrivano questi prodotti conta quanto i prodotti stessi. iRobot ha chiuso una lunga fase di difficoltà con la procedura fallimentare negli Stati Uniti e con l'acquisizione da parte di Picea, completata il 23 gennaio. L'azienda descrive quella attuale come una fase di integrazione ancora in corso, e la presenza a IFA è il segnale più visibile della volontà di tornare a farsi vedere in Europa, insieme a un ritmo di lancio molto più fitto rispetto ai due o tre prodotti all'anno del passato.

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Il mercato nel frattempo è cambiato parecchio. Kancel non elude il tema della concorrenza asiatica e ne dà una lettura in due tempi. Nella prima fase, circa dieci anni fa, l'ingresso dei nuovi marchi è avvenuto dal basso, con prodotti economici che secondo il manager hanno danneggiato la percezione dell'intera categoria. Nella seconda, più recente, i concorrenti hanno sviluppato tecnologie affidabili e la competizione è diventata seria. "Ci ha spinti a migliorare e ad andare oltre", riconosce, ricordando che nel 2002 fu iRobot a definire lo schema di pulizia a tre stadi, con spazzola laterale, spazzola centrale e aspirazione, che tutti gli altri hanno poi adottato.

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C'è anche una componente europea in questa storia. Prima di essere assorbita, la struttura commerciale del marchio nel continente era Robopolis, il distributore francese che aveva costruito la rete con la grande distribuzione in Francia, Germania, Benelux, Spagna e Italia e che iRobot acquisì lasciandone intatta l'organizzazione, limitandosi a cambiare l'insegna. Kancel arriva da lì e conosce bene la fase in cui la categoria doveva ancora essere spiegata ai retailer.

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"Ogni svolta nasce da qualcuno disposto a immaginare ciò che gli altri non riescono a immaginare", ha dichiarato Richard Li, CEO di iRobot, presentando il concept a Berlino. "Invece di chiedere a un solo robot di fare tutto, abbiamo creato robot specializzati che lavorano insieme come un unico sistema intelligente". È una dichiarazione di intenti, non una data di lancio. Il Duo allo stand si può vedere in funzione, ma quando e a che prezzo diventerà un prodotto in vendita l'azienda non lo ha ancora detto.

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