In collaborazione con Beatbot

Beatbot e il Carnevale Estivo delle Piscine: il robot pulisce mentre tu ti diverti

Beatbot e il Carnevale Estivo delle Piscine: il robot pulisce mentre tu ti diverti

Nelle sere degli eventi sportivi la piscina è sempre pronta senza che nessuno se ne occupi: i robot Beatbot puliscono fondo, pareti, superficie e acqua in autonomia. Dalla serie Sora alle AquaSense, ecco come funzionano e quale scegliere

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Robot
Beatbot
 

C'è un lato dell'estate in piscina che non finisce nelle foto: la manutenzione. Foglie da togliere dalla superficie, pareti da spazzolare, acqua da tenere limpida mentre gli altri nuotano o guardano la partita in compagnia. È il lavoro che Beatbot toglie di mezzo con la sua gamma di robot per piscina, ed è l'idea che dà il nome al Carnevale Estivo delle Piscine: nelle sere degli eventi sportivi e delle grigliate tra amici, la vasca va solo vissuta, a tenerla pronta ci pensa la Beatbot.

Il filo che tiene insieme la proposta è l'automazione: si immerge il robot, si avvia il ciclo e il dispositivo lavora da solo, guidato da sensori e percorsi calcolati. Ci si accorge del suo passaggio soltanto quando è il momento di riprenderlo dal bordo, a partita finita. È questa intelligenza a bordo, più che il singolo componente, a fare la differenza tra un robot che va seguito e uno che si dimentica una volta avviato.

Il robot lavora mentre si vive la piscina

La serie Sora nasce con un'idea comune ai suoi tre modelli, tutti senza fili e pensati per lavorare da soli: a cambiare è l'ampiezza della copertura. Sora 10 è l'inizio più semplice, per chi passa per la prima volta a un robot e vuole sostituire il lavoro manuale con qualcosa di immediato. Sora 30 sale a una pulizia 3-in-1 su fondo, pareti e linea dell'acqua, con una capacità di manutenzione più completa rispetto ai modelli base. Sora 70, il più completo della serie, aggiunge la quarta zona: la superficie dell'acqua, quella che i robot di fascia media di solito non toccano.

La superficie è anche la parte più esposta agli sguardi di amici e ospiti, quella dove galleggiano foglie, polline e insetti, e il punto debole storico della categoria: la maggior parte dei robot pulisce fondo e pareti e la ignora. Sora 70 la affronta con la tecnologia JetPulse, due getti laterali che generano flussi d'acqua per convogliare i detriti verso l'aspirazione centrale invece di respingerli verso i bordi, così da raccoglierli in meno passaggi. La portata di aspirazione arriva a circa 25 metri cubi d'acqua l'ora, con un cestello di raccolta da 6 litri che alleggerisce gli svuotamenti nei giorni ventosi o di caduta fitta delle foglie.

Sul resto della vasca Sora 70 lavora con due gruppi di spazzole, uno anteriore e uno posteriore, che migliorano trazione e manovrabilità e gli permettono di risalire le pareti inclinate; quando arriva alla linea dell'acqua si ferma e strofina per rimuovere le tracce oleose che creme solari e lozioni lasciano a pelo d'acqua dopo una giornata di ospiti in vasca. È il tipo di sporco che a occhio non si nota subito ma che, lasciato accumulare, segna il bordo e intorbidisce l'acqua.

Un altro terreno in cui i robot tradizionali faticano sono le zone poco profonde. Sora 70 lavora anche in appena 20 centimetri d'acqua, e copre così le piattaforme e le cosiddette spiagge sommerse, cioè le zone a profondità progressiva e inclinata che collegano il bordo esterno all'acqua più fonda. Sono aree particolarmente esposte all'accumulo di detriti e spesso trascurate dai robot pensati solo per il fondo.

Il robot si muove avvalendosi del sistema di navigazione SonicSense AI, basato su una coppia di sensori a ultrasuoni e su percorsi a S che si adattano alla forma della vasca ed evitano ostacoli come scale e bocchette. La stessa navigazione a ultrasuoni equipaggia anche Sora 30, ed è il suo argomento principale come salto di categoria: rispetto ai sensori a infrarossi montati su molti robot, gli ultrasuoni sono meno sensibili alle condizioni di luce e alla torbidità dell'acqua e mantengono un rilevamento degli ostacoli più stabile.

La gestione passa dall'app Beatbot, che permette di avviare il ciclo, scegliere tra una serie di modalità di pulizia e richiamare il robot con un tocco al termine del lavoro. Quando la pulizia è completata o la batteria si sta scaricando, il Sora 70 risale in superficie con un sistema di galleggiamento ispirato ai meccanismi dei sottomarini, raggiunge il bordo, svuota l'acqua che ha all'interno e resta parcheggiato in attesa: non serve immergere le braccia per recuperarlo dal fondo né sollevare un dispositivo pieno d'acqua. La batteria da 10.000 mAh del Sora 70 copre fino a cinque ore di pulizia del fondo o sette ore di lavoro sulla superficie, tempi sufficienti a completare un ciclo intero su una vasca residenziale in una sola sessione.

I due modelli più accessibili della serie rispondono a esigenze diverse: Sora 10 nasce per chi oggi cura la vasca a mano, con retino, spazzola e aspiratore collegato al tubo, e lo sostituisce con un dispositivo senza fili ad alta aspirazione, semplice da avviare e senza il fastidio del cavo che si attorciglia durante il bagno. È la soluzione meno impegnativa, pensata per abbassare la barriera d'ingresso e ridurre la fatica fisica della pulizia più che per coprire ogni superficie. Sora 30, già citato in precedenza, è il gradino sopra, per chi quella barriera l'ha già superata e vuole di più senza prendere più di quanto gli serva: alla pulizia del fondo aggiunge pareti e linea dell'acqua, e con la stessa navigazione a ultrasuoni dei fratelli maggiori lascia meno zone scoperte e lavora in modo più regolare nelle condizioni di tutti i giorni. Come Sora 70, anche Sora 30 risale da solo in superficie a fine ciclo, così il recupero resta semplice su tutta la serie. Tra i due, la discriminante è quanto della vasca si vuole affidare al robot: il solo fondo con il grosso dei detriti, oppure anche i bordi e il pelo dell'acqua.

Acqua limpida e intelligenza a bordo

Togliere i detriti, però, è solo metà del lavoro. L'altra metà è la limpidezza dell'acqua, e qui la gamma sale di livello con la serie AquaSense, dove l'intelligenza a bordo diventa più sofisticata. AquaSense 2 Ultra adotta un sistema 5-in-1 che affianca alla pulizia meccanica la tecnologia ClearWater di chiarificazione dell'acqua, intervenendo anche sulle particelle più fini che la rendono opaca quando è formalmente pulita.

La navigazione, in questo caso, poggia su una dotazione più ricca. Il sistema HybridSense unisce una telecamera con intelligenza artificiale, sensori a infrarossi e sensori a ultrasuoni, per un totale di ventisette sensori che mappano la vasca e riconoscono i detriti, mentre la pianificazione dei percorsi è affidata a CleverNav. A questo si aggiungono il recupero automatico e la pulizia notturna, che permettono al robot di lavorare anche quando non c'è nessuno a bordo vasca e di riportarsi da solo in posizione a fine ciclo. Alla superficie interviene con spazzole laterali dedicate che spingono i detriti verso l'aspirazione, e il dosaggio del chiarificante si regola dall'app. È la differenza tra un robot che ripete lo stesso tragitto e uno che adatta il percorso a ciò che trova.

Al vertice della gamma, AquaSense X condivide con AquaSense 2 Ultra la mappatura HybridSense, la pianificazione dei percorsi CleverNav, il rilevamento dei detriti, il recupero automatico e la pulizia notturna, e vi aggiunge il tassello che lo distingue: una stazione di auto-pulizia che riduce l'intervento umano anche fuori dall'acqua, oltre alla ricarica wireless. È il modello per le vasche più grandi e per chi vuole delegare, oltre alla pulizia, l'intero ciclo di gestione.

Chi punta all'acqua cristallina anche sulla serie più accessibile può contare su un filtro ultra-fine opzionale da 3 micron, compatibile con Sora 70 e Sora 30 e atteso a partire dalla fine di luglio. Affiancato al cestello standard, trattiene particelle molto piccole come polline, alghe, sabbia e polvere, che i filtri ordinari lasciano passare. È una rifinitura più che una necessità, indicata per le vasche già mantenute con regolarità.

Tracciato lo scenario, la composizione della gamma è rivolta a precise esigenze: chi cerca l'innovazione e la dotazione tecnica più ampia guarda ad AquaSense 2 Ultra e AquaSense X, mentre chi ricerca un equilibrio tra funzioni evolute e uso quotidiano trova in AquaSense 2 Pro la proposta più interessante. Per la praticità di tutti i giorni, con una copertura completa a un impegno contenuto, c'è Sora 70. E chi si avvicina per la prima volta a un robot senza fili parte dai modelli Sora più accessibili, Sora 30 e Sora 10. La scelta si gioca sulla dimensione della vasca, sulla sua geometria e su quanto lavoro si vuole togliere di mezzo.

 
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