Stabilimento Beko di Siena: fine delle attività dopo 58 anni, nuovo piano per il rilancio industriale
Dopo 58 anni di attività, lo stabilimento Beko di Siena ha chiuso come previsto dall'accordo tra azienda, Governo e sindacati. Il sito, ora di proprietà di Invitalia e del Comune, sarà reindustrializzato tramite la nuova "Sviluppo Industriale Siena Srl". Undici potenziali investitori hanno già avviato contatti formali.
di Manolo De Agostini pubblicata il 01 Dicembre 2025, alle 13:11 nel canale ElettrodomesticiSi è conclusa la lunga storia produttiva dello stabilimento Beko di Siena, con la chiusura ufficiale del sito in viale Toselli. La dismissione era prevista all'interno dell'accordo siglato ad aprile tra Beko, Governo e organizzazioni sindacali per evitare licenziamenti di massa durante la ristrutturazione del gruppo in Italia. Dopo 58 anni di attività, l'impianto si avvia ora verso un processo di reindustrializzazione che dovrebbe garantire continuità occupazionale ai quasi 300 lavoratori, attualmente in cassa integrazione.
"Si chiude un capitolo storico, ma abbiamo posto le basi affinché si apra un'altra pagina per i lavoratori e per il futuro di Siena", ha dichiarato la sindaca Nicoletta Fabio.

"Sapevamo di dover arrivare a questa giornata", prosegue, "questa è una chiusura che arriva purtroppo da lontano, e rinnovo tutta la mia vicinanza ai lavoratori e alle famiglie coinvolte: fin dall'inizio del mandato, come amministrazione comunale ci siamo spesi in prima linea su questa vicenda. Si conclude un percorso, ma siamo fiduciosi affinché se ne apra immediatamente un altro".
Il Comune ha investito 1,7 milioni di euro per sostenere la transizione, entrando ufficialmente nella nuova società "Sviluppo Industriale Siena Srl", creata insieme a Invitalia per coordinare la ricerca di soggetti industriali interessati al rilancio del sito.
Il percorso istituzionale si inserisce nel quadro degli impegni presi da Beko Europe con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Durante l'ultima riunione a Palazzo Piacentini, presieduta dal sottosegretario Fausta Bergamotto, l'azienda ha confermato l'avanzamento del Piano Italia 2025-2027, che prevede investimenti per 300 milioni di euro su tutti gli stabilimenti nazionali. A oggi, Beko stima di raggiungere i 49 milioni di euro di investimenti entro fine 2025 per ammodernamento, introduzione di nuovi prodotti e razionalizzazione dei processi.
Per quanto riguarda Siena, la fase di scouting industriale è già attiva: undici soggetti hanno firmato un accordo di riservatezza e tre hanno presentato una manifestazione di interesse formale. Nel frattempo, l'impianto verrà rinnovato per consentire una ripartenza produttiva non appena sarà identificato il nuovo operatore. La tempistica della reindustrializzazione non è ancora definita, ma le istituzioni affermano che il lavoro è "incessante e coordinato" per tutelare i livelli occupazionali.
Il vicesindaco Michele Capitani ha precisato che l'obiettivo è mantenere, e possibilmente aumentare, l'attuale forza lavoro grazie all'insediamento di una nuova attività industriale ad alto valore aggiunto. La chiusura, ha ribadito, rappresenta "un passaggio non definitivo, seppur doloroso, che segna l'avvio del processo verso la reindustrializzazione".










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infomi hai anticipato. posso solo immaginare che si tratti di un impianto preesistente, in seguito acquisito dai turchi.
Forse non ricordate o non avete seguito la vicenda, ma di recente ha fatto scalpore l'assorbimento di Whirpool da parte di Beko e a sua volta Whirpool aveva già assorbito marchi storici italiani come Indesit o in questo caso ignis
ad una ricerca veloce:
Quando la Beko era la Ignis: ecco come nacque lo stabilimento di viale Toselli a Siena
" il primo sito industriale di Siena. Si chiamava Ignis, poi Whirpool e infine Beko Europa."
Se andiamo avanti così,Olivetti ai tempi d'oro si può considerarla una mosca bianca.
Una Tsmc,una Apple/Microsoft/Google etc qui ce le possiamo scordare,sia gli imprenditori e sia la politica fanno di tutto per distruggere quel poco che abbiamo ancora.
ad una ricerca veloce:
Quando la Beko era la Ignis: ecco come nacque lo stabilimento di viale Toselli a Siena
" il primo sito industriale di Siena. Si chiamava Ignis, poi Whirpool e infine Beko Europa."
in realtà la conoscevo bene; sapevo delle vicissitudini che, nel tempo, ha attraversato la Ignis. Evidentemente non altrettanto chi ha scritto la notizia, che ha parlato dello stabilimento come se fosse "nato" beko, senza mai citarne la storia.
da questo, e non da altro, i dubbi.
ma vabbeh.
D'altronde è da quasi 32 mesi che la produzione industriale italiana è in declino. Questo per il costo dell'energia troppo elevato (fonte Bankitalia).
i loro prodotti erano sempre tra i più economici
ad una ricerca veloce:
Quando la Beko era la Ignis: ecco come nacque lo stabilimento di viale Toselli a Siena
" il primo sito industriale di Siena. Si chiamava Ignis, poi Whirpool e infine Beko Europa."
Cioè i Turchi con la Liretta hanno comprato la Whirpool ?
i loro prodotti erano sempre tra i più economici
A Settembre di quest'anno per la prima volta in vita mia ho preso un elettro domestico della Beko perché ormai tirare avanti è un casino (lavastoviglie da circa 300 €
i loro prodotti erano sempre tra i più economici
L'oggetto più grande che abbia restituito, per totale insoddisfazione, è stato un frigorifero doppia porta di Beko.
Mai più un loro elettrodomestico.
Mai più un loro elettrodomestico.
E ci credo... non fatevi abbindolare dai prezzi! I prodotti Beko per me sono veramente inavvicinabili in quanto per tenere prezzi bassi vanno veramente al risparmio su tutto e hanno una vita utile infima quando non hanno problemi già al day1.
Prendete un buon prodotto invece del più economico che non significa spendere su roba con feature meramente estetiche o funzioni inutili ma di guardare alla qualità effettiva.
Ad esempio Miele ma anche Samsung a seconda di che elettrodomestico è sono marchi affidabili.
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