Electrolux sospende il piano da 1.700 esuberi: avviato il confronto con Governo e sindacati

Electrolux sospende il piano da 1.700 esuberi: avviato il confronto con Governo e sindacati

Electrolux ha accettato di sospendere temporaneamente il piano di riorganizzazione che prevedeva oltre 1.700 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi. Governo, sindacati e azienda avvieranno un confronto serrato al Mimit per individuare soluzioni industriali e occupazionali alternative entro le prossime settimane.

di pubblicata il , alle 07:31 nel canale Elettrodomestici
Electrolux
 

Electrolux ha accettato di sospendere, almeno temporaneamente (50 giorni), l'attuazione del piano di riorganizzazione annunciato nei mesi scorsi che prevedeva oltre 1.700 esuberi in Italia e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi, nelle Marche. La decisione è emersa al termine del tavolo convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), al quale hanno partecipato rappresentanti dell'azienda, delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali e delle associazioni industriali.

L'incontro, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha portato a un primo risultato concreto: Electrolux si è impegnata a non procedere unilateralmente con le misure previste dal piano originario e ad avviare invece un confronto strutturato con Governo e parti sociali. L'obiettivo dichiarato è individuare una proposta alternativa che possa garantire sostenibilità industriale, investimenti e tutela dell'occupazione.


Il piano presentato dall'azienda a maggio si inserisce in una più ampia strategia internazionale di contenimento dei costi, sviluppata per rispondere alle difficoltà che da tempo interessano il settore degli elettrodomestici. In Italia, il progetto avrebbe comportato una significativa riduzione della forza lavoro e la cessazione delle attività produttive nel sito marchigiano di Cerreto d'Esi.

Durante il confronto, il ministro Urso ha chiesto formalmente all'azienda di sospendere qualsiasi iniziativa unilaterale e di partecipare a una serie di incontri ravvicinati presso il Mimit. Parallelamente, i sindacati hanno manifestato disponibilità a collaborare nella ricerca di soluzioni produttive e occupazionali alternative rispetto allo scenario inizialmente prospettato.

L'esecutivo ha inoltre evidenziato come la situazione di Electrolux non rappresenti un caso isolato, ma si inserisca in una più ampia crisi che interessa il comparto europeo del cosiddetto "bianco", ossia il settore dei grandi elettrodomestici. Per questo motivo il tema è stato portato anche all'attenzione delle istituzioni comunitarie, con la proposta di riconoscere il comparto come strategico a livello europeo attraverso misure dedicate agli investimenti produttivi, alla competitività e alla tutela del mercato interno.

La sottosegretaria al Mimit Fausta Bergamotto ha definito l'apertura mostrata dall'azienda un primo segnale positivo, sottolineando la necessità di trasformare la disponibilità al dialogo in risultati concreti per i lavoratori e per i siti produttivi coinvolti.

Resta tuttavia da capire quali saranno gli esiti effettivi del negoziato. Al momento non vi sono indicazioni definitive sulla possibilità di mantenere operativo lo stabilimento di Cerreto d'Esi né sull'eventuale revisione del numero degli esuberi previsti. Nelle vertenze industriali di questo tipo, gli accordi finali prevedono spesso strumenti di mitigazione dell'impatto sociale come cassa integrazione, ricollocazioni, incentivi all'esodo o prepensionamenti.

Le parti torneranno a confrontarsi nelle prossime settimane. Secondo quanto comunicato dal Ministero, l'obiettivo è arrivare entro agosto a una soluzione condivisa che possa definire il futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti italiani del gruppo.

1 Commenti
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Sandro kensan16 Giugno 2026, 23:06 #1
Ma Urso non è quello che chiude le aziende italiane?

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