Batterie esauste, l'Italia raccoglie solo il 31%: lontani i target UE al 2030
Nel 2025 l'Italia ha raccolto solo il 31% delle batterie portatili esauste, restando lontana dai target UE. Crescono i volumi gestiti da Erion Energy, ma persistono criticità su RAEE, prossimità dei punti di raccolta e abitudini dei cittadini.
di Manolo De Agostini pubblicata il 09 Febbraio 2026, alle 14:31 nel canale ElettrodomesticiLa raccolta delle batterie portatili esauste in Italia continua a procedere a rilento rispetto agli obiettivi europei. Nel 2025 il tasso di raccolta nazionale si è fermato al 31% dell'immesso sul mercato, un valore sensibilmente inferiore rispetto a quello registrato in altri grandi Paesi UE come Germania, Francia e Spagna. Il dato appare particolarmente critico se messo a confronto con i nuovi target fissati dal Regolamento UE 2023/1542, che impone di raggiungere una quota del 73% entro il 2030.
Per colmare il divario, la raccolta media pro-capite dovrebbe più che raddoppiare, passando dagli attuali 150 grammi a circa 360 grammi annui. Un salto che richiede non solo un rafforzamento infrastrutturale della rete di raccolta, ma anche un cambiamento nelle abitudini dei cittadini e una maggiore integrazione dei punti di conferimento nella quotidianità.

In questo contesto si inserisce l'attività di Erion Energy, consorzio dedicato alla gestione dei rifiuti di batterie, che nel corso del 2025 ha raccolto 6.200 tonnellate di batterie esauste, con un incremento dell'8% rispetto all'anno precedente. Il corretto trattamento di questi flussi ha consentito il recupero di quantità significative di materie prime seconde, tra cui piombo, ferro, zinco e alluminio, con benefici diretti in termini di riduzione dell'impatto ambientale e minore dipendenza da risorse vergini.
L'approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del nuovo decreto legislativo di recepimento del Regolamento UE 2023/1542 introduce un cambiamento strutturale nell'intero ciclo di vita delle batterie. Le nuove regole intervengono su progettazione, immissione sul mercato, tracciabilità, raccolta e riciclo, delineando un modello di economia circolare più rigoroso, basato su maggiori controlli e su una filiera più trasparente.
Uno dei nodi ancora irrisolti riguarda le batterie contenute nei piccoli RAEE. Nei flussi che arrivano agli impianti di trattamento, il potenziale teorico di recupero è stimato in circa 10 kg per tonnellata, ma i valori effettivi si fermano a circa 6 kg. Il problema nasce spesso dalla mancata rimozione delle batterie da parte degli utenti o dal loro conferimento improprio insieme ai piccoli elettrodomestici.
Le indagini sul comportamento dei cittadini mostrano come la conoscenza delle corrette modalità di smaltimento sia ampiamente diffusa, ma non sempre si traduca in azioni coerenti. La richiesta principale riguarda una maggiore prossimità dei punti di raccolta, con una preferenza marcata per supermercati e luoghi di passaggio quotidiano. La visibilità delle colonnine, la presenza di promemoria semplici e una mappatura aggiornata dei punti di conferimento vengono indicate come leve fondamentali per migliorare i risultati.
Le preferenze variano anche a livello territoriale: nelle regioni del Sud e nelle Isole emerge una maggiore attenzione per i punti collocati presso uffici pubblici, mentre nel Nord Est risulta più apprezzato il modello retail. Un quadro che suggerisce la necessità di strategie differenziate, in grado di adattarsi alle specificità locali per accelerare il raggiungimento degli obiettivi europei.










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23 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoC'è anche da dire che spesso le batterie non sono rimovibili. Che dobbiamo fare? Mettersi a dissaldarle?
Da me sono in tutti i supermercati, ma penso dipenda dall'azienda che gestisce il consorzio rifiuti.
Così come ce le hanno messe le devono togliere.
che spesso, ahimè, si trasforma in riciclaggio...
Il punto per cui tante non vengono riciclate è semplicemente che invece di conferire che ne so uno smartphone rotto, vecchio quello che volete nei RAEE va spessissimo a finire nell'indifferenziato o nella plastica/multimateriale.
Questo è il vero problema... non dissaldare la batteria o cose complicate.
Così come che la maggior parte delle persone e non parlo di chi ha oggettive difficoltà ma di chi ha la raccolta nel supermercato sotto casa butta le pile AA o AAA anche quelle nell'indifferenziato.
Non sono pochi o casi isolati anzi... specie da quando hanno fatto quella scemenza di sigaretta elettronica usa e getta se ne trovano in quantità buttate nell'indifferenziato.
non trovi ovunque i cestini appositi o i ritiri in tutti i supermercati o centri commerciali
con la differenziata ad esempio le puoi mescolare dentro con carta o plastica le fai su con qualche pezzo e le butti dentro
tipo le batterie AA , AAA o a bottone, C o D
non fatelo con le lipo possono prendere fuoco
Il punto per cui tante non vengono riciclate è semplicemente che invece di conferire che ne so uno smartphone rotto, vecchio quello che volete nei RAEE va spessissimo a finire nell'indifferenziato o nella plastica/multimateriale.
Questo è il vero problema... non dissaldare la batteria o cose complicate.
Così come che la maggior parte delle persone e non parlo di chi ha oggettive difficoltà ma di chi ha la raccolta nel supermercato sotto casa butta le pile AA o AAA anche quelle nell'indifferenziato.
Non sono pochi o casi isolati anzi... specie da quando hanno fatto quella scemenza di sigaretta elettronica usa e getta se ne trovano in quantità buttate nell'indifferenziato.
Sicuramente incide anche una buona dose di inciviltà, però anche l'oggettiva "burocratizzazione" dello smaltimento si fa sentire.
Le batterie AAA le butto ogni volta che vado a fare la spesa.
Le batteria al litio, che spesso sono anche integrate, mi costringono ad andare all'isola ecologica (che per me è pure dalla parte opposta di dove abito); fare 20/30 minuti di fila; compilare, dopo aver mostrato le ricevute imu, il foglio con l'elenco degli elettrodomestici/utensili/apparecchi elettronici da conferire e poi, appena si libera l'addetto, andare assieme lui per gettare fisicamente il tutto negli appositi "gabbioni".
Il risultato è che ho il sottoscala pieno di RAEE che prima o poi andrò a smaltire.
Quando la mia compagna mi chiede: "quando vai all'isola ecologica?", la mia risposta è diventata:"do-mai"!
Le batterie AAA le butto ogni volta che vado a fare la spesa.
Le batteria al litio, che spesso sono anche integrate, mi costringono ad andare all'isola ecologica (che per me è pure dalla parte opposta di dove abito); fare 20/30 minuti di fila; compilare, dopo aver mostrato le ricevute imu, il foglio con l'elenco degli elettrodomestici/utensili/apparecchi elettronici da conferire e poi, appena si libera l'addetto, andare assieme lui per gettare fisicamente il tutto negli appositi "gabbioni".
Il risultato è che ho il sottoscala pieno di RAEE che prima o poi andrò a smaltire.
Quando la mia compagna mi chiede: "quando vai all'isola ecologica?", la mia risposta è diventata:"do-mai"!
sembra proprio che lo fanno apposta a farci impazzire con sti rifiuti se non coprono bene le zone anche con dei contenitori o nei centri commerciali, sei costretto a fare cosi non c' è scelta oppure fare 10 km o che per buttare delle pile? Roba da terzo mondo
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