Schneider Electric verso l'acquisizione di Shelly Group: offerta da 1,2 miliardi di euro
Schneider Electric ha siglato un accordo di investimento con Shelly Group per un'offerta pubblica volontaria a 70 euro per azione, che valuta il produttore bulgaro di dispositivi IoT circa 1,2 miliardi di euro. I fondatori sostengono l'operazione, che dovrebbe chiudersi nel primo trimestre 2027.
di Manolo De Agostini pubblicata il 25 Settembre 2026, alle 09:31 nel canale AutomazioneShelly Schneider Electric
Schneider Electric ha raggiunto un accordo di investimento con Shelly Group SE, il produttore bulgaro di dispositivi IoT e soluzioni per smart building, in vista di un'offerta pubblica di acquisto volontaria su tutte le azioni della società. L'operazione prevede un corrispettivo in contanti di 70 euro per ciascuna azione Shelly, per una valutazione complessiva dell'azienda di circa 1,2 miliardi di euro.
Il prezzo offerto rappresenta un premio del 27% rispetto al riferimento non influenzato dalle indiscrezioni, calcolato al 28 luglio 2026, e un premio del 22% rispetto al prezzo di riferimento rilevato il 23 settembre 2026, giorno precedente l'annuncio. La trattativa non arriva del tutto inattesa: già a fine luglio Shelly aveva confermato l'esistenza di colloqui con Schneider Electric, senza però che vi fosse allora la certezza che ne sarebbe scaturita un'offerta formale.

Va precisato che, allo stato attuale, nessuna offerta è stata ufficialmente registrata o pubblicata, e non è in corso alcuna proposta di acquisto delle azioni della società. L'operazione è subordinata all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolatorie e al raggiungimento di una soglia minima di adesione che consenta a Schneider Electric di controllare almeno il 95% del capitale sociale di Shelly.
Qualora l'offerta andasse a buon fine, Schneider Electric intende procedere verso il pieno controllo della società e valutare un possibile delisting.
Un elemento rilevante ai fini del buon esito dell'operazione è il sostegno già espresso dai due fondatori di Shelly, che insieme controllano circa il 57% del capitale sociale. Dimitar Dimitrov, Co-CEO e titolare di circa il 29% delle azioni, si è impegnato a conferire i propri titoli nell'ambito dell'offerta e a reinvestire una parte del ricavato della vendita insieme a Schneider Electric, mantenendo così un ruolo attivo nella governance futura dell'azienda. Dimitrov continuerà infatti a ricoprire la carica di Co-CEO insieme a Wolfgang Kirsch, garantendo continuità gestionale dopo il completamento dell'operazione.
Diversa è la posizione di Svetlin Todorov, Co-fondatore e titolare di circa il 28% delle azioni (detenute direttamente e tramite la sua società Salisto Holdings), che ha accettato di cedere l'intera partecipazione in due tranche: una prima quota pari al 5% del capitale, e una seconda, pari a circa il 23%, subordinata al via libera delle autorità antitrust competenti in materia di controllo delle concentrazioni.
Dal punto di vista industriale, l'operazione punta a combinare la piattaforma tecnologica di Shelly, la sua vicinanza al cliente finale e professionale, con la portata globale, le risorse e le competenze di Schneider Electric nella gestione dell'energia. Insomma, l'obiettivo di Schneider Electric è quello di offrire un pacchetto completo di soluzioni che interessino anche l'ambito domotico.
Sul fronte occupazionale e organizzativo, l'accordo di investimento prevede l'impegno di Schneider Electric a mantenere la sede legale di Shelly in Bulgaria, così come l'attuale struttura organizzativa, la distribuzione geografica delle attività e l'occupazione, comprese le funzioni di ricerca e sviluppo, ingegneria, vendite, operations e management, per un periodo minimo di tre anni dal completamento della transazione.










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