Apple Music, l'azienda di Cupertino paga di più gli artisti rispetto a Spotify

Apple Music, l'azienda di Cupertino paga di più gli artisti rispetto a Spotify

Le case discografiche vengono pagate per i propri diritti musicali da Apple quasi il doppio rispetto a quanto paga Spotify. L'azienda di Cupertino ha pagato nel 2016 la cifra di 0.00735 dollari per ogni stream contro 0.00437 dollari di Spotify.

di pubblicata il , alle 15:31 nel canale Audio Video
AppleSpotify
 

La lotta alla sopravvivenza nel difficile mondo dello streaming è sempre più dura. Secondo un ultimo rapporto proprio in materia del pagamento delle royalty musicali alle aziende discografiche da parte dei colossi dello streaming, si scopre come Spotify sia sicuramente la piattaforma più seguita ed utilizzata dagli utenti ma che quest'ultima paghi addirittura la metà per ogni "stream" rispetto a quanto paga invece Apple per la diffusione della propria musica su Apple Music.

Sì perché seguendo i dati del rapporto si scopre come le case discografiche percepiscano per ogni canzone passata in streaming una cifra pari a 0.00735 dollari da parte di Apple e "solo" 0.00437 dollari da parte di Spotify. Una differenza decisamente sostanziale tra le due piattaforme che sembra forse dovuta anche alla giovane età di apple Music rispetto a Spotify. Sì perché se si osserva il costo che veniva pagato proprio da Spotify nel 2014, ossia 0.00521 dollari per flusso, si capisce la diminuzione del costo pagato nel corso degli anni soprattutto in funzione dell'aumento dell'utilizzo del servizio.

Dal report è possibile anche notare come Spotify risulti effettivamente la principale piattaforma di streaming musicale. Sì perché da sola riesce a superare addirittura il 62.97% di flussi audio a differenza di un "misero" 7.18% realizzato da Apple Music, terza in graduatoria, che comunque si difende decisamente bene rispetto a tutte le altre piattaforme che riescono a superare a malapena il 2%. Solo YouTube riesce a fare meglio di Apple Music anche se il suo 21.70% potrebbe essere comprensivo anche di traffico video oltre che audio per le canzoni e dunque non completamente confrontabile con il resto dei risultati.

Inevitabile anche osservare come i primi dieci servizi di streaming audio raggiungano il 97.82% di utenti con addirittura il 99% di ricavi totali. Le briciole rimanenti vengono divise tra moltissime piattaforme più o meno conosciute e più o meno recenti come Amazon Music, Deezer ma anche Xbox Music, Rhapsody e anche Telecom Italia. Per questi ultimi i ricavi sono davvero miseri e purtroppo sembra quanto mai difficile per essi riuscire a catturare l'attenzione degli utenti fortemente indirizzati in Apple Music e Spotify, veri contendenti di questa battaglia di musica via web.

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