Sonos: alla prova il sistema completo per la casa One (x2), Beam e Move

Sonos: alla prova il sistema completo per la casa One (x2), Beam e Move

Siamo riusciti a mettere insieme un piccolo sistema completo Sonos per una recensione a tutto tondo, focalizzata sia sui prodotti singoli, sia sul come essi si integrino tra loro per un'esperienza casalinga a 360°, Partendo da un singolo Sonos One, è poi arrivata l'aggiunta della soundbar Sonos Beam, con un secondo One a creare un sistema audio per la TV con satelliti posteriori wireless. L'aggiunta di un Sonos Move ha completato il sistema, rendendolo molto più flessibile.

di pubblicato il nel canale Audio Video
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Qualità audio per la musica liquida casalinga

La tecnologia ha profondamente cambiato il modo con cui ascoltiamo oggi la musica. Sia in mobilità, sia in casa. Dai lettori a cassette portatili come il Walkman siamo arrivati a sfruttare la rete 4G per ascoltare brani musicali memorizzati nel cloud. Similmente nelle case di molti oggi l'uso del vecchio impianto stereo è stato soppiantato dalla musica in streaming, sia sfruttando casse e altoparlanti Bluetooth, sia utilizzando come base sistemi wireless legati alla rete Wi-Fi di casa, come gli assistenti vocali (Google Home e Amazon Echo con Alexa sono due esempi). In generale lo si potrebbe considerare un passo indietro rispetto ai vecchi impianti Hi-Fi, ma non è sempre così. Diverse soluzioni oggi nascono per coniugare qualità audio e musica liquida e alcune permettono anche di connettere ai sistemi di streaming il proprio sistema Hi-Fi.

Sonos è nata nel 2002 proprio con lo scopo di creare un nuovo sistema wireless per l'ascolto di musica. Digital Music System o Smart Music System, queste le denominazioni del prototipo che nel 2005 diventa un prodotto di mercato: Zp100, divenuto poi CONNECT:AMP, proprio un dispositivo che permette di mettere in rete componenti audio tradizionali e analogiche. Negli ultimi anni Sonos ha costruito un solido ecosistema di prodotti, con l'ultima aggiunta - Sonos Move - che ha colmato il buco del catalogo, aggiungendo anche un prodotto utilizzabile a batteria e non solo sulla rete wireless di casa, ma anche con una connessione diretta via Bluetooh.

Siamo riusciti a mettere insieme un piccolo sistema completo Sonos per una recensione a tutto tondo, focalizzata sia sui prodotti singoli, sia sul come essi si integrino tra loro per un'esperienza casalinga a 360°. Partendo da un singolo Sonos One, è poi arrivata l'aggiunta della soundbar Sonos Beam, con un secondo One a creare un sistema audio per la TV con satelliti posteriori wireless. L'aggiunta di un Sonos Move ha completato il sistema, rendendolo molto più flessibile.

Sonos One: soluzione flessibile. Solo, in coppia stereo o satelliti wireless per Home Theater

Il singolo Sonos One si comporta come un classico Smart Speaker, facendo leva però su una qualità audio superiore alla media. Basato su PLAY:1, Sonos One integra un tweeter e un mid-woofer pilotati da due amplificatori in classe D. Rispetto al fratello 'meno smart' integra un sistema a 6 microfoni, appunto per aggiungere alla precedente base i controlli vocali. Nato con la compatibilità con Amazon Alexa (arrivata in lingua italiana solo un anno fa) da poche settimane ha guadagnato anche la possibilità di interfacciarsi con la casa connessa tramite Google Assistant in italiano. Nativa è la compatibilità con Apple AirPlay 2. Una particolarità è la luce che indica lo stato del microfono che è - come detto dal CEO di Sonos sul palco durante la conferenza stampa di presentazione - 'hardwired' ai microfoni: quando si tocca il microfono e la luce si spegne i microfoni vengono disattivati in modo fisico, garantendo così la privacy.

Una delle caratteristiche ereditate da Play:1 è la resistenza all'umidità, per non avere problemi anche quando posizionato in stanze umide come il bagno. Sonos One si collega alla rete Wi-Fi domestica con qualsiasi router con trasmissione a 2,4 GHz compatibile con il protocollo 802.11 b/g, ma volendo offre anche la possibilità di connessione cablata con cavo Ethernet. Una volta connesso il primo dispositivo, gli altri sfruttano poi una rete proprietaria per la connessione, non caricando così di traffico il Wi-Fi di casa. Da solo offre un'esperienza audio in media migliore di quella di buona parte degli smart speaker sul mercato, paragonabile a quella di recentissimi prodotti come Bowers & Wilkins Formation Flex. Il sistema è compatibile coi principali sistemi di streaming musicale: Spotify (prima solo in versione Premium, ma da pochi giorni anche nella versione Free Shuffle), Tidal, Deezer, Apple Music, Google Play Music, Soundcloud, Amazon Music, Bandcamp e simili.

Sonos One dà il meglio di sé però quando viene accoppiato a un fratello, per creare una coppia stereo. In questo frangente è decisamente apprezzabile l'ottimo lavoro fatto da Sonos a livello di interfaccia utente, che rende l'installazione e l'accoppiamento del secondo altoparlante connesso veramente facile e alla portata anche degli utenti meno smanettoni. In pochissimi passaggi è possibile creare la coppia, gestibile dall'app in modo semplice. Molto interessante è la funzione TruePlay, che permette di ottimizzare il suono degli altoparlanti adattandolo alle caratteristiche della stanza. Purtroppo è disponibile solo utilizzando l'app su dispositivi con iOS, di cui Sonos ha mappato la risposta dei microfoni: la funzione infatti utilizza il microfono del telefono o del tablet per rilevare rimbalzi sonori sulle pareti e gli eventuali rimbombi. L'ottimizzazione dura pochi minuti e richiede all'utente di girare per la stanza con il terminale in mano. È molto efficace ed effettivamente migliora molto l'esperienza di ascolto. Per chi non avesse un iPhone, basta rubare una volta il telefono a un amico, visto che il profilo viene memorizzato sulle casse e resta attivo anche utilizzando il sistema via app Android. Naturalmente se gli altoparlanti vengono spostati è necessario ripetere l'ottimizzazione. La coppia stereo è poi facilmente scomponibile e utilizzabile come due altoparlanti connessi a sé stanti per una gestione multiroom dell'ascolto musicale, anche con flussi audio diversi per il singolo speaker.

Sonos Beam, piccola ma potente

Uno dei prodotti più interessanti tra gli ultimi lanci Sonos è certamente la soundbar Sonos Beam, decisamente più compatta e accessibile delle sorelle Playbase e Playbar. Aggiunta a una coppia di Play:1 o di Sonos One o ancora Sonos SL permette di avere un piccolo home theater 5.1 senza fili di ottime qualità audio. Come vi avevamo raccontato nel primo contatto, la piccola soundbar gioca bene le sue carte sia quando è utilizzata per riprodurre musica, sia quando deve supportare la TV nel creare l'atmosfera giusta durante la visione di film e serie TV. Quattro woofer a gamma completa, un tweeter dedicato alle voci, cinque amplificatori digitali classe D e tre radiatori passivi garantiscono l'ottima resa audio a tutto tondo, con particolare attenzione ai contenuti vocali sia delle canzoni, sia dei film.

Il controllo di Beam avviene tramite il telecomando del televisore, grazie allo standard HDMI-ARC (Audio Return Channel) che permette al televisore di inviare il segnale audio a un dispositivo esterno. Non serve quindi un ulteriore telecomando per controllare la soundbar, che infatti non ne possiede uno. Nel caso di TV 'anziani', privi dell'uscita HDMI-ARC, la soundbar può essere connessa con cavo ottico Toslink. Integrando un sensore a infrarossi, dopo un breve setup che richiede di premere i tasti del volume sul proprio telecomando, funziona alla perfezione anche su TV privi di HDMI-ARC. Anche Beam è dotata di microfoni e compatibile con gli assistenti vocali, quindi il sistema 5.1 senza fili può essere creato sfruttando i più economici Sonos One SL, privi del microfono, con una spesa totale di 847€ dal sito Sonos.

Sonos Move: il Sonos che mancava

Sono sempre stati molti i pregi del sistema Sonos, ma c'è sempre stato anche un grosso difetto: il fatto di necessitare l'alimentazione elettrica, unito al funzionamento solo su rete Wi-Fi, ottimo per l'ascolto tramite i vari servizi in streaming e pescando i file dal nostro smartphone o da un NAS, ma che rendeva impossibile ad amici e ospiti l'invio di file musicali agli speaker con la stessa facilità che si ha con gli altoparlanti Bluetooth. Sonos Move cambia il paradigma: ha una batteria integrata e unisce alla possibilità di integrarsi con il sistema wireless Sonos anche la connessione diretta Bluetooth. Lo schema audio è simile a quello dei Sonos One e SL, con un tweeter e un mid-woofer pilotati da due amplificatori digitali classe D e lo è anche il timbro sonoro, il che permette di aggiungere facilmente un Move alla propria configurazione o di avere un'esperienza coerente passando da una stanza all'altra o dalla sala al terrazzo.

Sonos Move ha una maggiore resistenza alle intemperie, con certificazione IP56, ma anche alle cadute con un corpo esterno rinforzato. Offre microfoni per l'accesso agli assistenti vocali e compatibilità AirPlay 2. In confezione offre una base di ricarica in cui basta appoggiarlo, senza dover pensare ai connettori, ma per l'uso fuori casa (al mare o in vacanza) permette la ricarica anche tramite connettore USB-C. L'autonomia si attesta sulle 10 ore grazie alla batteria da 36 Wh. Tra le novità rispetto agli altri prodotti Sonos ce n'è una che merita di essere citata: l’ottimizzazione automatica Trueplay. Ogni volta che Sonos Move viene spostato se ne rende conto e una volta appoggiato fa partire da solo il processo di ottimizzazione acustica, per suonare al meglio nel nuovo ambiente. Sul retro Move ha un incavo che fa da maniglia per il trasporto, una soluzione semplice, ma decisamente comoda ed efficace.

Move aggiunge al sistema quella flessibilità d'uso di cui era privo. Nel mio caso, ad esempio, non ho un diffusore audio in bagno, ma a volte utilizzo una cassa Bluetooth quando voglio unire lavaggio e relax. Ogni volta è da trovare, sperare che sia carica, connetterla e tenere il telefono a tiro in bagno, magari saturo di umidità. Con il Move è facile 'spostare' la riproduzione delle playlist dall'impianto della sala al Move, senza soluzione di continuità. Il tutto potendo contare su una qualità audio superiore alla media degli altoparlanti Bluetooth. Discorso simile per le vacanze in campeggio. Certo rispetto alle casse Bluetooth il costo sale in modo netto, Sonos Move ha infatti un listino di 399€.

Conclusioni: la qualità si fa pagare

Sono sicuramente due i punti di forza del sistema Sonos, la qualità dell'audio e la facilità di installazione e gestione di accoppiamenti, creazione stanze e ascolto multiroom. Con l'arrivo di Move c'è oggi anche una maggiore flessibilità per l'ascolto al di fuori del Sonos System. Il prezzo può limitarne l'accesso al grande pubblico, ma è anche vero che in ambito audio quando si parla di qualità le cifre possono crescere ben oltre questi livelli. In particolare il terzetto formato da Beam e coppia di Sonos One offre un'esperienza decisamente positiva, sotto tutti i punti di vista, dalla facilità d'installazione all'uso per musica e film.

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6 Commenti
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aleyah03 Dicembre 2019, 17:24 #1

Sistema fragile e assistenza nulla

Ho una Sonos Playbar di 4 anni, costata uno sproposito (799 Euro).
il modulo dei bassi è saltato e l'ascolto è tutto un vibrato.

NON riparano, nemmeno a pagamento. Ti offrono la sostituzione del prodotto in cambio di un ricondizionato pagando il 70% del prezzo di listino. Immagino poi che il mio venga riparato con un intervento da poche decine di euro e rivenduto come ricondizionato. Quasi un sistema piramidale...
DukeIT03 Dicembre 2019, 18:00 #2
Ma con il 70% del prezzo dovrebbero darti il ricondizionato senza chiederti il pezzo da riparare.
A quel punto è meglio comprarlo nuovo, al prezzo intero, magari cercando di spuntare uno sconto.
nickname8810 Dicembre 2019, 12:56 #3
WIRELESS ?
Simpatico e ironico quando si definisce wireless dei dispositivi che han comunque bisogno di un cavo di alimentazione. ( sì ho detto "CAVO", quindi non è "LESS" )
DukeIT10 Dicembre 2019, 13:36 #4
Originariamente inviato da: nickname88
WIRELESS ?
Simpatico e ironico quando si definisce wireless dei dispositivi che han comunque bisogno di un cavo di alimentazione. ( sì ho detto "CAVO", quindi non è "LESS" )

Ovviamente il termine wireless definisce il collegamento tra due dispositivi, che possono poi essere alimentati a batteria o cavo.
nickname8810 Dicembre 2019, 15:29 #5
Originariamente inviato da: DukeIT
Ovviamente il termine wireless definisce il collegamento tra due dispositivi, che possono poi essere alimentati a batteria o cavo.

Se l'etichetta wireless la metti su un prodotto specifico mi aspetto che non abbia fili.

WIRELESS = WIRE ( filo ) + LESS ( senza )
Il fatto che ci sia anche un solo cavo non lo rende di fatto wireless.
Se poi ci sono delle sfumature lascia il tempo che trova, è ironico a prescindere.

Da un dispositivo wireless mi aspetto di non avere cavi fra i piedi, perchè fastidiosi, limitanti nel posizionamento e anti-estetici, non perchè i cavi minino la funzionalità del dispositivo in sè.

Il fatto di dover risparmiare un solo cavo non lo rende esattamente wireless, anche se il dispositivo che vuoi connettere è libero da cavo, il posizionamento degli altoparlanti sarà sempre vincolato da cavi.

Gli altoparlanti wireless sono ben altri.
DukeIT10 Dicembre 2019, 16:25 #6
Sono diffusori Wi-Fi che dunque creano un collegamento wireless tra dispositivi.
Ovviamente, trattandosi di sistemi attivi e che devono gestire anche il Wi-Fi, abbisognano di elettricità. La batteria sarebbe un po' scomoda per questa tipologia di apparecchi.
Originariamente inviato da: nickname88
Gli altoparlanti wireless sono ben altri.

Sinceramente, eccetto gli altoparlantini da cellulare, non sapevo ne esistessero. Per curiosità, mi indichi un modello?

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